Il bar degli zanza

IL BAR DEGLI ZANZA

Autore
Tino Adamo è nato a Milano nel 1967. Illustratore e sceneggiatore di fumetti, lavora come disegnatore e grafico alla Sergio Bonelli Editore. Co-autore del format Bonelli Kids e del Bestiario umoristico (Festina Lente Edizioni), prima di vivere della sua passione ha lavorato come barista per un decennio. Il Bar degli zanza è il suo primo romanzo.

Opera
 Immerso nella periferia milanese sorge un microcosmo frequentato da una fauna eterogenea di giocatori d’azzardo, simpatici furfanti, delinquenti di mezza tacca e un’accolita di anziani dediti all’alcool. Tino, uno dei due giovani baristi del locale di proprietà dell’istrionico Saverio, è il Virgilio rionale che guiderà il lettore entro una commedia umana dalle tinte tragicomiche, una vera e propria epica del perdente, nella quale le vicende dei personaggi che la popolano s’intrecciano fra trame cruente e momenti esilaranti. Ai tavoli del bar si giocano interminabili partite di poker ma la posta in gioco, per gente come Nico, Salvo, Zago e altri, è talvolta molto più pesante del solo denaro. Verità? Invenzione? Poco importa perché, come ha insegnato Eduardo, se qualcuno muore sulla scena, o in un libro, è perché c’è qualcuno che muore nella realtà. E adesso, avanti!

Prezzo
€ 17.00

Collana
La porta dei demoni

Pagine
325

Pubblicazione
Novembre 2020

Condividi su Facebook:

Civili mutilati e ciechi di guerra 1940-1945

CIVILI MUTILATI E CIECHI DI GUERRA 1940-1945
Cause, conseguenze ed esperienze

Autore

Fabio De Ninno è assegnista di ricerca presso l’Università di Siena

Opera
Dopo il suo Civili nella guerra totale, 1940-1945. Una storia complessa, Fabio De Ninno torna ad arare l’eccezionale archivio storico dell’Associazione nazionale vittime civili di guerra. Dopo aver fornito nel precedente studio una visione d’assieme, interroga adesso quelle carte esaminando due delle molte tipologie di vittime civili di guerra: i ciechi e i mutilati. Per i civili italiani, fra 1940 e 1945, fu purtroppo tragicamente più facile perdere la vista a causa delle nuove caratteristiche dei sistemi d’arma e delle nuove tattiche di guerra. Coinvolti adesso nella guerra totale, i civili si trovarono a far fronte a bombe d’aereo, mitragliamenti, spezzonamenti, colpi d’arma da fuoco, esplosioni di mine e di munizioni ecc.: una panoplia di situazioni che li avrebbero invalidati per sempre. Ancora più numerosi furono i mutilati di guerra. Quella che era stata una delle conseguenze più vistose e diffuse della prima guerra mondiale fra i combattenti divenne adesso molto frequente anche fra i civili. Civili coinvolti nelle operazioni e che subivano le conseguenze dei combattimenti non solo durante la guerra ma anche dopo che essa fu finita. Tristemente nota la vicenda dei ‘mutilatini’, cioè di quei ragazzi che nell’Italia postbellica perdevano arti a causa della dispersione in strade e campagne di ordigni inesplosi. La riproduzione di una ricca documentazione originale correda il volume.

Prezzo
€ 20.00

Collana
Studi e ricerche storico-militari

Pagine
560

Pubblicazione
Ottobre 2020

Condividi su Facebook:

Una cultura professionale per la polizia dell’Italia liberale e fascista

UNA CULTURA PROFESSIONALE PER LA POLIZIA DELL’ITALIA LIBERALE E FASCISTA
Antologia del “Bollettino della Scuola di polizia scientifica” (1910-1939)

Autore

Nicola Labanca insegna Storia contemporanea all’Università di Siena. È Presidente del Centro Interuniversitario di Studi e Ricerche Storico-Militari.
Michele Di Giorgio è dottore di ricerca in Storia contemporanea presso l’Università Ca’ Foscari Venezia e autore, fra l’altro, di Per una polizia nuovaIl movimento per la riforma della Pubblica Sicurezza, 1969-1981 (Viella 2019).

Opera
L’antica immagine dello ‘sbirro’, del poliziotto votato alla persecuzione dei malviventi solo sulla base del suo ‘fiuto’ e della sua esperienza pratica e quotidiana di contrasto alla criminalità, nella seconda metà dell’Ottocento andò sempre più in crisi. Mentre tutta la società si modernizzava, come potevano i corpi di polizia restare estranei non solo alla democratizzazione dei sistemi politici ma anche al progresso, all’avanzamento delle scienze, allo sviluppo delle tecnologie? A cavallo fra Ottocento e Novecento questa potente corrente di trasformazione prese varie forme, in Europa e anche in Italia. Una di queste fu la creazione di laboratori, corpi, scuole di polizia scientifica, miranti a diffondere anche fra le forze dell’ordine i più moderni ritrovati della tecnologia, a fini di identificazione e persecuzione dei crimini. In Italia se ne fecero promotori, all’interno delle polizie, un pugno di funzionari e, nel mondo accademico, Salvatore Ottolenghi, allievo di Cesare Lombroso, e i suoi più diretti collaboratori. Fu così che, all’inizio del Novecento, nacque anche in Italia una Scuola di polizia scientifica e, dopo qualche anno, un suo “Bollettino” a stampa. Oltre che con l’attività pratica della Scuola, fu proprio tramite la lettura del “Bollettino” che tutta una serie di scienze e di tecniche furono divulgate all’interno della pubblica sicurezza del tempo. L’uso della dattiloscopia, della fotografia, del ‘ritratto parlato del sopralluogo’, delle ‘cartelle biografiche’, delle varie tipologie di schedatura e più in generale la formalizzazione dei sistemi di segnalamento, di ricerche e di identificazione furono sempre più diffusi proprio attraverso le pagine del “Bollettino” (1910-1939). Il volume fornisce la prima antologia di questo importante periodico, e fa seguito agli altri dedicati al “Manuale del funzionario di sicurezza pubblica” (1861-1912) e agli scritti di Salvatore Ottolenghi (1883-1934), in una collana dedicata allo studio storico dei saperi di polizia in Italia.

Prezzo
€ 35.00

Collana
Fuori collana

Pagine
557

Pubblicazione
Ottobre 2020

Condividi su Facebook:

Dalla lambretta allo skateboard 2.0

DALLA LAMBRETTA ALLO SKATEBOARD 2.0
Sottoculture e nuovi movimenti dagli anni ‘50 alla globalizzazione

Autore

Roberto Pedretti è docente a contratto presso il dipartimento di Scienze della Mediazione Linguistica e di Studi Interculturali di Milano. Ha pubblicato saggi in libri e riviste specializzate sulla storia e la vita culturale del Sudafrica, sullo sport e il razzismo, gli studi culturali e il populismo. Vive e lavora a Milano.

Opera
Sono trascorsi dieci anni dalla prima edizione di questo testo ed è sembrato opportuno riconfigurarlo in relazione all’emergere di originali pratiche culturali legate all’universo giovanile. Questa nuova versione del testo si pone anche l’obiettivo di indicare le principali linee di riflessione emerse recentemente nel campo degli Studi Culturali. Il volume cerca di soddisfare le esigenze e gli obiettivi di un testo per docenti e studenti e la curiosità di un pubblico più vasto interessato a conoscere le origini, la storia e gli sviluppi attuali dei movimenti giovanili.

Prezzo
€ 19.00

Collana
Contaminazioni

Pagine
279

Pubblicazione
Ottobre 2020

Condividi su Facebook:

La mia vita con un Geek

LA MIA VITA CON UN GEEK

Autore

Maria Benedetta Errigo, Giornalista, da diversi anni studia le più diverse tematiche mistico-esoteriche legate alla stregoneria. Ha pubblicato con la casa editrice Dunwich il romanzo fantasy “Moon Witch” e alcuni suoi racconti sono presenti nelle antologie di Esecranda e EseSci_ , per i concorsi omonimi. Ha collaborato con il quotidiano “Il Gazzettino” e con le riviste “Hera”, “Orione Magazine”, “La Runa Bianca” e con il sito “Il Portale del Mistero”. Attualmente collabora con il canale YouTube “Border Nights” e con il sito CavoloVerde. Vive a Roma e scrive di tanto in tanto libri horror per rilassarsi.

Opera
Chi nella vita non si è mai trovato attorno a un tavolo per provare qualche gioco, magari durante le serate di feste natalizie? Chi non ha mai urlato “ambo” per fare il simpaticone quando lo zio aveva estratto solo un numero della tombola? Ecco, tutti noi abbiamo provato almeno una volta nella vita a giocare a tombola, a Monopoli, a Risiko. Ma c’è qualcuno che i giochi li vive, li studia, a volte li crea: sono i Geek, giocatori a tutto tondo di qualsiasi cosa possa essere studiata e giocata, che siano wargames, boardgames o giochini _ ller per non perdere tempo mentre si aspetta il proprio turno di gioco. Ebbene, amici Geek, vi siete mai chiesti come siete visti da chi è accanto a voi? Da chi ogni giorno sacri_ ca il suo salotto per far sì che ricostruiate la battaglia di Waterloo scala 1 a 1 o vi dona nell’armadio per i vostri giochi il posto che spetterebbe alle lenzuola? In queste pagine troverete il punto di vista di chi vive accanto a un Geek non essendo una Geek e tutte le descrizioni dei vari personaggi che ha potuto “studiare” _ no ad ora. Senza pietà.

Prezzo
€ 15.00

Collana
InGioco

Pagine
157

Pubblicazione
Ottobre 2020

Condividi su Facebook:

L’io Narciso

L’IO NARCISO
Dalla mitologia alla realtà dei nostri giorni

Autore

Pier Luigi Baldi, specialista in psicologia e psicoterapeuta, già professore ordinario di Psicologia generale presso la Facoltà di lettere e filosofia dell’Università Cattolica di Milano, è autore di numerose pubblicazioni sulla disabilità intellettiva e sui processi cognitivi. Attualmente è docente di Psicologia presso una scuola di psicoterapia e svolge attività in ambito editoriale.

Opera
Il nucleo centrale del testo è di carattere narrativo e consiste nella descrizione delle vicende di un caso “paradigmatico” di narcisismo patologico, totalmente frutto di fantasia. Il protagonista del racconto assomma in sé le caratteristiche salienti del disturbo narcisistico di personalità, elencate nella quinta edizione del Manuale Diagnostico e Statistico dei Disturbi Mentali (DSM-5), pubblicazione di riferimento per psichiatri e psicologi clinici, edito nel 2013 dall’American Psychiatric Association, e pubblicato in lingua italiana l’anno successivo. I restanti capitoli del libro gravitano attorno al succitato racconto e sono stati pensati in funzione di un opportuno inquadramento del concetto di narcisismo nel suo declinarsi nel corso di più di un secolo di elaborazione teorica e di pratica clinica: agli sviluppi di tale concetto, a cui il pensiero psicoanalitico ha fornito un contributo fondamentale, è dedicato il III capitolo. Il testo si apre con l’esposizione del mito di Narciso, inserita in una cornice storico-mitologica, che mette in luce, tra l’altro, il susseguirsi di studi sulla mitologia e su ciò che essa ha significato per intere comunità, dalla classicità greco-romana ai giorni nostri. Altre tematiche trattate riguardano le radici culturali e sociali del narcisismo, entro cui viene dato spazio al dibattito sugli eventuali aspetti narcisistici del nostro stile di vita, dibattito che si è radicalizzato al punto da spingere alcuni ricercatori a sostenere che la nostra società sarebbe contagiata da un’epidemia di narcisismo. Il quinto e ultimo capitolo riporta i dati di due mie ricerche (di cui una in collaborazione) sulle dinamiche narcisistiche di due ampi gruppi di studenti universitari, da cui emerge una chiara tendenza verso atteggiamenti e comportamenti non narcisistici.

Prezzo
€ 16.00

Collana
Psicologia sviluppo sociale e clinico

Pagine
163

Pubblicazione
Ottobre 2020

Condividi su Facebook:

Prendersi cura dei legami familiari

PRENDERSI CURA DEI LEGAMI FAMILIARI
Il lavoro clinico a sostegno delle relazioni tra fragilità e risorse

Autore

Carla Mazzoleni, psicologa-psicoterapeuta ad indirizzo sistemico-relazionale, mediatrice familiare e dottore di ricerca in psicologia, è docente a contratto presso l’Università Cattolica di Milano. È inoltre referente per l’area Minori e Famiglie del Piano di Zona dei Comuni dell’Ambito di Lodi e collabora con il Centro per la Famiglia dal 1995, dove realizza interventi di psicoterapia individuale e familiare, mediazione familiare e psicodiagnosi. Si occupa da anni di crisi di coppia, separazione e disagi dei bambini a seguito di sofferenze e fragilità dei legami familiari. Nell’ambito dell’attività clinica e di ricerca ha pubblicato vari libri ed articoli.
Giacinto Bosoni è direttore del Consultorio Centro per la famiglia di Lodi, presidente dell’Associazione omonima e membro del consiglio esecutivo della Fe.L.Ce.A.F. (Federazione lombarda dei Centri di assistenza familiare) dal 2013. Dal 2014 è consigliere della Fondazione comunitaria di Lodi, nonché membro del consiglio direttivo del Forum provinciale delle Associazioni familiari di Lodi. Svolge anche attività di giornalista come collaboratore del quotidiano “Avvenire” e del “Cittadino” di Lodi.

Opera
Il libro a più voci, curato da Carla Mazzoleni e Giacinto Bosoni, propone riflessioni sull’agire clinico, nate in un contesto di équipe multidisciplinare che si occupa di legami familiari. Sia nella parte iniziale, che ospita contributi fondativi, sia nella seconda sezione, che riporta riflessioni applicative, emerge una lettura del legame clinico-paziente segnata dalla ricerca costante di un equilibrio tra tecnica ed arte, competenza personale e teoria, accoglienza e provocazione, in un cammino che chiede all’operatore di viversi come inserito in un sistema dinamico e in crescita, a prescindere dal fatto di lavorare con adolescenti, coppie in crisi o in separazione, genitori adottivi… La consapevolezza della spinta vitale e generativa insita nei legami conduce ogni professionista ad interrogarsi, in una costante riflessività, sul contributo che apporta alla dinamica vissuta col paziente, stimolandone l’evoluzione verso forme distese e feconde di scambio e relazione. Il prendersi cura di legami familiari, infatti, non può prescindere da una riflessione costante sull’agire clinico, con le funzioni che svolge e le potenzialità che racchiude, nel saper fornire un contesto, una conversazione e uno spazio relazionale che ha le potenzialità per riattivare un percorso ferito o interrotto.

Prezzo
€ 19.00

Collana
Psicologia dell’intervento clinico e sociale

Pagine
239

Pubblicazione
Ottobre 2020

Condividi su Facebook:

Raccontare comunità

RACCONTARE COMUNITA’
La funzione formativa della memoria sociale

Autore
Caterina Benelli è professore associato in Pedagogia generale e sociale all’Università degli Studi di Messina. Si occupa di ricerca e interventi prevalentemente nell’ambito dell’inclusione e dell’emancipazione con la metodologia narrativa e autobiografica ed è referente scientifico del Consiglio Direttivo, Scientifico della Libera Università dell’Autobiografia di Anghiari e del Centro Nazionale Studi di Ricerche Autobiografiche “Athe Gracci”. Dirige la Rivista “Autobiografie. Percorsi, ricerche, esperienze”, Mimesis journal, Milano. Tra i suoi ultimi volumi ricordiamo: C. Benelli, L. Martini, I. Mavilla, La ricamatrice di parole. Uno sguardo sulla scrittura e sull’esperienza di volontariato in carcere di Athe Gracci, Mimesis, Milano, 2020; C. Benelli, M. Casares Gijon (a cura di), (in) Tessere relazioni educative. Teorie e pratiche di inclusione in contesti di vulnerabilità, Franco Angeli, Milano, 2020; C. Benelli, D. Bennati, S. Bennati, Restituire parole. Una ricerca autobiografica a Lampedusa, Mimesis, Milano, 2019; A. Baglio, C. Benelli, P. Coppola, Sulla memoria. Dialoghi tra mondo mediterraneo e America Latina, Aracne, 2019.

Opera
Il testo affronta il tema oggi più che mai necessario del “raccontare comunità”: un dovere sociale, un metodo per sentirsi parte di un mondo più grande, per costruire appartenenze, un processo per farci sentire meno soli. Raccontare comunità è un’opportunità per restituire parole e voci a tutti, anche ai luoghi e alle persone dimenticate o a rischio di oblio ma che varrebbe la pena di ascoltare, conoscere per poi riconsegnare tale patrimonio di storie alla collettività, anche per le prossime generazioni. Raccontare comunità attraverso la funzione formativa della memoria sociale prende in esame la questione sociale a partire da alcune delle teorie pedagogiche che percorrono il secolo tra gli anni Venti del Novecento e gli anni venti del Duemila. Un secolo attraversato da guerre, eventi dolorosi ma anche grandi cambiamenti.

Prezzo
€ 16.00

Collana
Laboratori della memoria

Pagine
163

Pubblicazione
Ottobre 2020

Condividi su Facebook:

L’educazione poetica

L’EDUCAZIONE POETICA
Dalle teorie della narrazione all’esperienza della poesia

Autore
Claudio Mustacchi insegna filosofia dell’educazione e pedagogia sociale presso la Scuola universitaria professionale della Svizzera italiana, dove è anche consulente pedagogico per lo sviluppo e il coordinamento della formazione universitaria. Per la collana Chiaroscuri ha pubblicato: Nel corpo e nello sguardoL’emozione estetica nei luoghi della cura e della formazione.

Opera
Che cosa è la poesia? Quali capacità umane ci permette di coltivare? Sono le domande che animano le pagine di questo libro. Nel mondo contemporaneo esiste un’arte che ancora chiamiamo “poesia”. Essa ci racconta di aspirazioni profonde che attraversano i secoli pur mutando nelle espressioni per stili e tipologie. La ricerca di una parola propria e autentica, che guida lo sforzo dei poeti, riguarda tutte le donne e tutti gli uomini, ancor più quando sono esposti a certi eventi che lasciano senza parole o a sentimenti che travalicano il senso, come nei momenti di profondo dolore o di straordinaria bellezza. Ispirato dall’incontro con esperienze europee in cui la poesia si è fatta pratica di educazione sociale e culturale con diversi pubblici e contesti (formazione, disabilità, sanità, migrazione, età adulta, anziani, ecc.), questo saggio approfondisce le ragioni e le conseguenze della cosiddetta “svolta narrativa” nelle scienze pedagogiche rivolte all’educazione degli adulti e ci invita a indirizzare la nostra attenzione verso quelle profonde capacità e qualità umane che la poesia permette di coltivare. Al termine del percorso, le voci dei poeti, fra le quali figure magistrali della letteratura italiana contemporanea. Il volume contiene interviste a Claudia Tarolo, Marco Corsi, Ferruccio Capelli, Stefano Rossi, Fabio Pusterla, Mihai Butcovan, Marina Corona, Maddalena Capalbi, Francesco Capizzi, Franco Loi, Milo de Angelis e una prefazione di Maurizio Cucchi

Prezzo
€ 18.00

Collana
Chiaroscuri

Pagine
333

Pubblicazione
Ottobre 2020

Condividi su Facebook:

Alle origini della storia americana

ALLE ORIGINI DELLA STORIA AMERICANA
I Padri pellegrini tra storia e mito (1620-2020)

Autore
Massimo Rubboli è stato professore di Storia dell’America del Nord nella Facoltà di scienze politiche e direttore del Centro di ricerca sul Nord America dell’Università di Genova, dove ha insegnato anche Storia del Cristianesimo moderno e contemporaneo. I suoi principali campi di ricerca sono la storia politica e sociale del Nord America e la storia del protestantesimo nei paesi di lingua inglese. Tra le sue pubblicazioni, Politica e religione negli USA (Milano 1986), Il Canada. Un federalismo imperfetto (Firenze 1992), I protestanti (Bologna 2007), I Battisti (Torino 2011), La Riforma protestante tra mito e memoria storica (Roma 2020).

Opera
Nel 1620, ebbe inizio la straordinaria avventura di un piccolo gruppo di dissidenti inglesi, poi noti come “Padri pellegrini”, che formarono una comunità separata dalla Chiesa d’Inghilterra e, dopo alcuni anni di esilio volontario in Olanda, decisero di attraversare l’Atlantico a bordo della Mayflower per cercare nel Nuovo mondo la possibilità di vivere secondo le loro convinzioni religiose, lontano dalla corruzione del Vecchio mondo. Partendo da un’analisi del contesto culturale, politico e religioso nel quale si formarono le loro idee e maturarono le loro scelte, il libro ricostruisce – sulla base di un’ampia documentazione – la trasformazione di questa vicenda, di scarso valore storico, nel mito fondativo degli Stati Uniti, al quale è collegata la tradizionale festa del Ringraziamento (Thanksgiving). Il IV centenario dell’arrivo della Mayflower offre l’occasione di riesaminare il significato di questo mito che, ancora oggi, è profondamente radicato nell’immaginario collettivo americano, nonostante il tentativo dei discendenti delle popolazioni indiane di decostruirlo, riducendolo a episodio marginale dell’espansione coloniale europea.

Prezzo
€ 12.00

Collana
Lo Scudo d’Achille

Pagine
121

Pubblicazione
Ottobre 2020

Condividi su Facebook: