Tiziano spirituale

Tiziano spirituale
La Trinità per Carlo V tra i venti della Riforma  

Autore

Isabella Munari nasce a Cittadella (Padova) nel 1985. Si laurea in Didattica dell’arte all’Accademia di Belle Arti di Venezia e si specializza in Storia dell’arte moderna all’Università di Venezia-Ca’ Foscari. Porta a termine gli studi durante l’incarico come tutor di italiano al Bard College di New York e si dedica poi a diverse attività culturali. Nel 2017 consegue il titolo di Doctor Europaeus presso l’Università degli studi di Udine con un progetto i cui risultati sono alla base di questa sua prima monografia. Vive e lavora a Madrid come insegnante free lance di lingua, arte e cultura italiana.

Opera

Malo me siento. Con queste parole il cinquattottenne imperatore Carlo V, ritiratosi nel monastero di Yuste dopo l’abdicazione, iniziava il suo ultimo viaggio, il 31 agosto 1558. Fino alla fine, il quadro su cui s’era più a lungo concentrato era stato quello che oggi chiamiamo Trinità (o Gloria, Museo del Prado di Madrid), fatto commissionare a Tiziano tramite l’ambasciatore imperiale Francisco Vargas fin dal 1551. Cosa vedeva di così importante, in quell’opera, il vecchio monarca? A lungo la critica ha creduto di poterla definire un manifesto visivo della Controriforma — anche se la Controriforma sarebbe iniziata solo parecchi anni dopo. Questo poderoso studio consente invece di definire il dipinto come l’ultima icona del progetto d’una Monarchia universale, fondata sulla profezia della terza e ultima età dello Spirito — era di pace della cristianità prima del Giudizio Finale — risalente a Gioacchino da Fiore e ripresa dal gran cancelliere Mercurino da Gattinara fin dal 1516 come orizzonte ideologico nei primi anni di regno del giovane imperatore.

 

Prezzo
€ 29.00

Collana
Early Modern

Pagine
302

Pubblicazione
Marzo 2019

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