Le scimmie si raccontano?

Le scimmie si raccontano?

Passioni e dubbi dell’etologia.

Autore
Augusto Vitale ha conseguito la laurea in Scienze biologiche presso l’Università di Parma nel 1983. Nel 1988, ha ottenuto il Ph. D. in Ecologia comportamentale all’Università di Aberdeen (Scozia). Nel 1989 ha quindi iniziato a lavorare con i primati non umani con E. Visalberghi al C. N. R. e con D. Fragaszy alla Washington State University. Dal 1991 è ricercatore all’Istituto superiore di sanità. I suoi interessi riguardano diversi aspetti dell’etologia dei primati non umani. È stato presidente della Associazione primatologica italiana ed è segretario della Federazione europea di primatologia. Da circa vent’anni si occupa di problemi etici e scientifici sollevati dall’utilizzo di animali nel campo della ricerca biomedica. È membro degli Expert Working Groups, riuniti periodicamente dalla Commissione europea a Bruxelles per discutere di aspetti legislativi della sperimentazione animale.

Opera
Tornato a Itaca travestito da mendicante per compiere la sua vendetta il cent’arte Odisseo, l’eroe che con la sua astuzia aveva procurato la distruzione di Troia, non viene riconosciuto da nessuno — non dal figlio, non dalla sposa fedele. Fanno eccezione solo la vecchia nutrice e Argo, “il cane che lui stesso allevò”, abbandonato sopra il letame: “quando sentì che Odisseo era vicino, mosse la coda, abbassò le orecchie … E Odisseo, distogliendo lo sguardo, si asciugava una lacrima … E la morte oscura scese su Argo, non appena ebbe visto Odisseo, dopo vent’anni”. Questo celeberrimo episodio, ove l’aedo visibilmente riporta dati d’esperienza già familiari agli antichi, può essere assunto come paradigmatico dei problemi sottesi alla comunicazione fra l’uomo e gli altri animali: in quale proporzione la lettura che diamo dei loro comportamenti coincide con la realtà del loro vissuto? La “fedeltà” coniugale, fino alla morte, d’alcune specie d’uccelli rispecchia davvero un legame sentimentale o ha tutt’altro genere di motivazioni? Problemi che si moltiplicano quando questi oggetti sono le scimmie, gli esseri viventi più simili a noi.

Prezzo:
€ 15

Pagine:
161

Collana:
Lo scudo d’Achille

Pubblicazione:
Novembre 2016

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Luigi Lorenzo Secchi e la ricostruzione del teatro alla Scala.

Luigi Lorenzo Secchi e la ricostruzione del teatro alla Scala.

Curatori
Claudio Camponogara (Taggia 1954) architetto, lavora presso Archivi Storici del Politecnico di Milano dove si occupa dell’organizzazione e gestione del materiale documentario dell’architettura milanese del Novecento. Ha pubblicato saggi e articoli di storia dell’architettura sulle riviste di settore italiane. Nel 2005 ha pubblicato con Marilisa Dulbecco il volume Genova. Sguardi di viaggiatori, per la collana “Le città letterarie” della Unicopli. È autore del saggio “Griffini divulgatore di Klein” nel volume La casa modernissima: Enrico Agostino Griffini tra sperimentazione e divulgazione (L’Ornitorinco, 2011) e di Un bianco mantello di chiese in Carlo Rapp, Presenze romaniche nel paesaggio verbano con digressioni cusio-ossolane (Alberti libraio editore, 2012).

Marco Vitale (Napoli 1958) lavora ad Archivi Storici del Politecnico di Milano e nell’editoria. Ha tradotto tra l’altro le Lettere portoghesi (Rizzoli Bur, 1995), Gaspard de la Nuit di Aloysius Bertrand (Rizzoli Bur, 2001), Stanze della notte e del desiderio di Jean-Yves Masson (Jaca Book, 2008), Miseria della Cabilia di Albert Camus (Nino Aragno Editore, 2012). Cura la collana “Le città letterarie” delle edizioni Unicopli, presso cui ha pubblicato la monografia Parigi nell’occhio di Maigret (2000, nuova ed. 2013). Ha partecipato al volume Parigi a cura di Guya Bertelli (Alinea, 2005) con il saggio dal titolo La città rarefatta di Jean-Patrick Manchette. Ha inoltre curato il libro intervista a Evaldo Violo Ah, la vecchia BUR! Storie di libri e di editori (Unicopli, 2011). Collabora a “L’indice dei libri del mese”.

Opera
Il Teatro alla Scala fu colpito nella notte tra il 15 e il 16 agosto del 1943 da un violento bombardamento aereo che ne mise in forse l’esistenza. Solo il palcoscenico, grazie al sipario ignifugo, era rimasto intatto. Nel generale paesaggio di distruzioni belliche che interessava l’intera città di Milano i lavori per salvare quanto era salvabile e progettare la ricostruzione del teatro iniziarono subito, con una stima dei danni, il recupero e la catalogazione dei frammenti e dei materiali originali sopravvissuti, il puntellamento dell’edificio e la sua provvisoria copertura. A dirigere i lavori, e orientarli verso un deciso ripristino della forma precedente, fu chiamato l’ingegnere Luigi Lorenzo Secchi. Conservatore dell’immobile fin dal 1932 Secchi ne cono¬sceva come pochi meccanismi e segreti, cominciare dalla meravigliosa acustica della sala che si studiò di ripristinare pur nella scarsità dei materiali idonei dovuta al perdurare della guerra. Tra innumerevoli difficoltà e altrettante prove di tenacia e di intelligenza, la ricostruzione della Scala fu ultimata in meno di tre anni e l’11 maggio del 1946 Arturo Toscanini.

Prezzo:
€ 15

Pagine:
112

Collana:
Occasioni

Pubblicazione:
Novembre 2016

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