La carne cuoce all’aria aperta

LA CARNE CUOCE ALL’ARIA APERTA

Autore

Oscar Taborda nasce a Rosario nel 1959. Ha pubblicato il romanzo in versi “40 Watts” (1993), il romanzo “La carne cuoce all’aria aperta” (1996) e la raccolta di poesie “La ciencia ficción” (2015). Attualmente dirige la casa editrice Editorial Municipal di Rosario.

Opera

“La carne cuoce all’aria aperta” è una storia che trascorre all’inizio della decade degli anni ’90 e ciò attribuisce un ipotetico passato ed un’età ai tre amici che, durante un fine settimana lungo d’inverno, si ritrovano per ripetere nella stessa imbarcazione e sullo stesso fiume, quell’escursione di pesca della loro prima gioventù. Gli avvenimenti, che sembravano rispondere semplicemente ad un disordine melanconico, sono spietati. Magistralmente Taborda fa una scalata senza che i suoi lettori percepiscano dove vada il racconto. Ma quando succede quello che succede, ci si rende conto che tutto era lì e stava fluttuando sulle acque del fiume. I tre amici non hanno nome: il primo è semplicemente uno, con un’intrigante terza persona universale (“uno” è l’uno che sono tutti) che è colui che racconta quello che succede a lui e agli altri. Poi il Pelato e il Terzo. Ma questa non è l’unica originalità del testo. Lo sono anche le frasi complesse ed estese, lontane dalla semplicità colloquiale. Taborda scrive con una scarsa punteggiatura interna, perché ha fiducia nel ritmo stesso della sintassi. Il vocabolario combina allo stesso tempo echi poetici ed eruditi. Il paesaggio fluviale si definisce con precisione. Ed è proprio in questo paesaggio, quando i tre uomini pensano che si stia ripetendo un’escursione del passato, che si spezza il prevedibile, come solo la migliore letteratura riesce a fare quando non anticipa ma lascia che succeda.

Prezzo
€ 14.00

Collana
Metropolis

Pagine
147

Pubblicazione
Settembre 2019

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La vergine dei bassifondi

LA VERGINE DEI BASSIFONDI

 

Autore

Gabriela Cabezón Camara nasce nel 1968 a Buenos Aires. È giornalista culturale per varie testate importanti come Pagina 12, Le Monde Diplomatique, Revista Anfibia, Revista Ñ della testata Clarín, e scrittrice. Oltre alla Vergine dei Bassifondi (Eterna Cadencia 2009) ha pubblicato Le viste la cara a Dios (2011), Beya (2013), Romance de la negra rubia (2014) e il suo ultimo romanzo Las aventuras de la China Iron (2017).

Opera

La Vergine dei Bassifondi è un romanzo che riprende una certa estetica della trasgressione e che affronta il tema della marginalità della conurbazione bonaerense e al tempo stesso del tradizionale universo dell’amore. È un libro dalla lettura scorrevole ma denso di contenuti, a tratti oscuri e a tratti ironici. Nella villa miseria El Poso, una transessuale, Cleopatra, ha una rivelazione mistica: le appare la Vergine Maria e quell’evento cambia radicalmente il suo modo di vivere. Lascia la prostituzione per occuparsi dei problemi della villa. Quity è una giornalista in cerca di una storia marginale. Con una lirica sorprendente e uno stile del tutto personale nell’affrontare il linguaggio colloquiale, Gabriela Cabezón Camara passa con intelligenza dalla tragedia alla commedia. Un romanzo in cui si mescolano linguaggi che hanno differenti registri (giornalistico, accademico, villero). Questa mescolanza è anche la villa miseria: la sporcizia e i santi, gli universitari e i ragazzi di strada, il cibo e i rifiuti, scopare dove si mangia, giocare in mezzo allo sterco e in questa catena risuonano i versi del grande Osvaldo Lamborghini. Alla fine l’eccesso è una scelta che Gabriela Cabezón Camara fa per rappresentare il mondo della villa miseria che appare come il più grande degli abissi. Pur facendo parte di quella sfera che potremmo chiamare “letteratura della marginalità”, nella Vergine dei Bassifondi Cabezón Camara non consegna mai la forma al contenuto. Senza nessun dubbio una rivelazione per la letteratura argentina e latinoamericana attuale.

Prezzo
€ 15.00

Collana
Metropolis

Pagine
171

Pubblicazione
Settembre 2019

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Un ambiguo sodalizio

UN AMBIGUO SODALIZIO
Percorsi di musica e storia religiosa nella prima età moderna  

Autore

Manuel Bertolini è dottore in storia moderna. Ha svolto ricerche presso le Università di Ginevra e Verona ed è redattore della rivista “Bruniana & Campanelliana. Ricerche fi losofi che e materiali storico-testuali”. Si occupa di storia culturale del Rinascimento, con particolare riguardo alla musica e alle teorie sulle emozioni. I suoi studi sono pubblicati, fra l’altro, in “Bruniana & Campanelliana”; “Rivista di storia e letteratura religiosa”; “Rivista storica italiana”; “Società e storia”.

Opera

Sin dall’antichità alla musica è riconosciuto un potere in grado di alterare gli affetti dell’ascoltatore. Le implicazioni morali di questa concezione tornano d’attualità con la Riforma protestante, che ridiscute criticamente l’apporto dei sensi alla devozione. La parola cantata è inevitabilmente portatrice di suoni che ricadono, come ogni atto umano, nel sistema bipartito tra merito e colpa. Fino a che punto, allora, si può ricorrere per finalità spirituali alle risorse di un’arte dallo statuto espressivo ambiguo come la musica? A partire da questo interrogativo si articolano le differenti strategie di regolamentazione del paesaggio sonoro cinquecentesco messe in atto da cattolici e protestanti. Attraverso una prospettiva d’indagine interdisciplinare, questo studio vuole riflettere sul sodalizio ambiguo fra musica e devozione e ricostruire le modalità attraverso le quali l’esperienza sonora viene vissuta, promossa e repressa nell’Europa della prima modernità.

Prezzo
€ 13.00

Collana
Early modern

Pagine
135

Pubblicazione
Settembre 2019

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Engadina

ENGADINA

Autore

Gilberto Isella (1943) è nato e vive a Lugano. Conseguita la laurea in letteratura italiana all’Università di Ginevra, ha insegnato presso il Liceo cantonale luganese. È poeta, saggista, autore teatrale e traduttore dal francese. Appassionato viaggiatore, ha scritto Baltica, appunti di viaggio (2002). Tra le ultime raccolte poetiche si segnalano L’occhio piegato (2015) e Arepo (2018). È fi nalista al Premio Camaiore 2019 con l’ultima raccolta Arepo.

Opera

Il libro, dove l’esperienza personale si affianca alla documentazione storica, intende offrire un’immagine non convenzionale dell’Engadina. Accanto a pagine di riflessione sulla “specificità” culturale e linguistica_ engadinese – non escluso il folclore – l’autore propone una nutrita campionatura di testi letterari, che testimoniano il fascino esercitato da questo “Tibet delle Alpi”, come lo si è chiamato, su scrittori e artisti di ieri e di oggi. Gli sguardi di illustri visitatori stranieri (da Friedrich Nietzsche, Hermann Hesse a Max Frisch ed Eugenio Montale) si alternano a quelli degli scrittori locali, poco noti in Italia (da Oscar Peer a Leta Semadeni). Isella ha tradotto, per l’occasione, prose e poesie dal tedesco e dal romancio. Il volume è suddiviso in sei capitoli, ognuno dei quali fa riferimento a un particolare nodo tematico e simbolico, come l’acqua, la terra e la casa.

Prezzo
€ 20.00

Collana
Le città letterarie

Pagine
226

Pubblicazione
Settembre 2019

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Essere altrove

ESSERE ALTROVE
Diaspora e immagini nella Venezia dei Carmini

Autore

Francesco Trentini (Rovereto 1978) è stato tra l’altro ricercatore presso la Fondazione Giorgio Cini dal 2005 al 2011, assegnista presso il Dipartimento di studi umanistici dell’Università di Venezia-Ca’ Foscari dal 2012 al 2015, poi coordinatore entro il progetto GarzoniApprenticeshipWork and Society coordinato dalle università di Lille 3, Rouen, Lausanne e Ca’ Foscari. La sua ricerca gravita su questioni d’iconologia contestuale nella pittura veneta del Cinquecento, integrazione tra le arti in campo religioso, nicodemismo iconografico nell’Età delle riforme e cultura visuale nell’ebraismo cristiano del Rinascimento.

Opera

La memoria delle origini è fondamentale per il radicamento di qualsiasi gruppo umano. Ma, quando il filo fra passato e presente si spezza, si aprono due vie: una progressiva perdita di memoria oppure l’elaborazione simbolica dell’origine perduta. Questa fu la scelta di fronte a cui si trovarono i Carmelitani giunti a Venezia nel secondo Duecento; nati in Palestina come piccola comunità spontanea d’eremiti, aggrappati al potenziale simbolico della loro sede – il Monte Carmelo – furono spinti dall’avanzata araba a migrare, affrontando così le difficoltà dell’inserimento in un contesto nuovo. Seguendoli sul filo della memoria e del simbolo nasce quest’indagine sulla forza delle immagini, ma anche dell’architettura e della produzione libraria, nell’elaborazione d’una condizione di diaspora e nel radicamento d’un soggetto umano entro un ambiente nuovo. Essere altrove è però anche una riflessione sulla forza della produzione artistica sacra, dove spazio di culto e arte sono considerati essenzialmente per il loro statuto d’incontro-scontro tra uomini, fondamentali per l’elaborazione di nuovi equilibri grazie alla creazione di nuovi simboli. A mediare la relazione con le componenti laiche della società troveremo gli artisti — Cima da Conegliano, Lorenzo Lotto, Andrea Schiavone, Pietro Liberi. Tre secoli della vita veneziana d’un gruppo religioso che fece dello status di diaspora un fattore potentemente identitario.

Prezzo
€ 29.00

Collana
Early modern

Pagine
470

Pubblicazione
Settembre 2019

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La poesia in archivio

LA POESIA IN ARCHIVIO
Progetti autoriali e processi editoriali

Autore

Stefano Ghidinelli è ricercatore di Letteratura italiana contemporanea all’Università degli studi di Milano. Ha pubblicato i volumi Vittorio BetteloniUn poeta senza pubblico (LED, 2007), L’interazione poetica (Guida, 2013) e curato gli apparati testuali delle opere di Mario Soldati per la collana “I Meridiani”. È autore di saggi su poeti novecenteschi, su aspetti e figure della moderna editoria di poesia e nell’ambito della teoria del verso. Collabora con l’annuario “Tirature” diretto da Vittorio Spinazzola.
Elisa Gambaro insegna Letteratura italiana contemporanea all’Università degli studi di Milano. Ha pubblicato i volumi Il protagonismo femminile nell’opera di Ada Negri (LED, 2010), Diventare autriceAleramo Morante de Céspedes Ginzburg Zangrandi Sereni (Unicopli, 2018). Ha riordinato l’archivio di Giovanni Giudici presso il centro APICE, ha scritto saggi su poeti novecenteschi e sulla mediazione editoriale. Collabora con l’annuario “Tirature” diretto da Vittorio Spinazzola e fa parte del comitato editoriale di “Enthymema. Rivista internazionale di critica, teoria e filosofia della letteratura”.

Opera

Guardare alla poesia novecentesca attraverso il filtro impuro, frastagliato e mosso degli archivi autoriali ed editoriali, significa considerare che le parole della poesia prendono sempre forma e vita nella interazione intensa e spesso conflittuale con altre parole. Mai come in un archivio è così tangibilmente evidente che il «lavoro del poeta», a dispetto di ogni supposta separatezza e autonomia, è già sempre innervato da un brulicante reticolo di relazioni dialogico/responsive con altre soggettività, altre intenzioni e attese. L’archivio si fa così luogo d’osservazione privilegiato della capitale tensione che si istituisce fra progetti autoriali e processi editoriali: tra l’intenzionalità creativa di chi scrive, nella sua complessità di armoniche, doppifondi, interne contraddizioni; e le specifiche intenzionalità messe in gioco dalle tante figure e strutture deputate a mediarne la socializzazione. È anche così che si declina e manifesta quella peculiare forma di ascolto dell’altro che è l’immaginazione poetica: nella progressiva messa a fuoco di un destinatario da raggiungere, al quale orientare la doppia natura di risposta e appello dell’opera. Rilanciando l’idea di cultura modernamente plurale e policentrica che informa un archivio come il Centro Apice della Statale di Milano, il seminario annuale “I poeti di Apice” – di cui questo volume restituisce il primo esito –, intende farsi occasione per questa sfida. I saggi qui raccolti la affrontano con nitidezza di sguardo e varietà di approcci, mentre ci offrono uno scheggiato percorso attraverso i laboratori di alcuni protagonisti del nostro secondo Novecento poetico: da Eugenio Montale a Vittorio Sereni, da Giovanni Giudici a Antonio Porta a Remo Pagnanelli.

Prezzo
€ 15.00

Collana
L’Europa del libro

Pagine
131

Pubblicazione
Settembre 2019

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Il teatro delle corti padane

IL TEATRO DELLE CORTI PADANE (1478-1508)  

Autore

Matteo Bosisio ha conseguito il Dottorato in “Storia della lingua e letteratura italiana” (ciclo XXVII) presso l’Università degli Studi di Milano. La sua attività di ricerca si volge alla letteratura italiana dei secoli XIV-XVI con particolare riguardo a Boccaccio, al teatro, alla poesia encomiastica. Ha al suo attivo la monografi a Verità, amore, responsabilità. Le fi gure femminili ne «Il Re Torrismondo» (Leonforte, 2017).

Opera

L’antologia prende in considerazione le corti padane che, nella seconda metà del XV secolo, affidano alle pratiche celebrative e alle feste un ruolo centrale della propria politica culturale (Mantova, Ferrara e Milano). Il teatro spicca in queste realtà per la riscoperta dell’antico mediata da istanze di legittimazione ed encomio del princeps, per la forte connotazione ideologica, per il largo canone di autori e di fonti eterogenee seguite. Perciò i testi drammaturgici possiedono un carattere sperimentale, sono attraversati da soluzioni eclettiche e sincretiche, puntano a innovazioni ardite, a combinazioni polimorfe difficilmente schematizzabili. La panoramica complessiva offerta dal volume permette di delineare una storia del teatro quattrocentesco contraddistinta da reciproche influenze letterarie e da rapporti di tensione polemica e agonistico-competitiva tra gli autori. L’ampia selezione antologica – che comprende diciannove testi, alcuni dei quali inediti e poco noti – dà conto di tali dinamiche complesse e affascinanti e presenta al lettore diverse opere da accogliere a pieno titolo tra i prodotti più rilevanti della civiltà letteraria del Quattrocento (es. la Fabula de Orpheo, il Cefalo, la Pasitea, il Timone boiardesco). Il volume è corredato altresì dall’introduzione firmata da Alberto Bentoglio, da una cronologia che illustra le principali vicende storiche che dal 1478 al 1508 interessarono le corti padane e dai profili biografi ci di tutti gli autori proposti.

Prezzo
€ 16.00

Collana
Atlante

Pagine
174

Pubblicazione
Settembre 2019

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Studi sulla tradizione platonica e aristotelica

STUDI SULLA TRADIZIONE PLATONICA E ARISTOTELICA  

Autore

Marcello Zanatta

Opera

I saggi raccolti in questo volume si collocano lungo una linea di studi e ricerche rappresentati dalla tradizione platonica e aristotelica. L’accento non va primariamente fatto cadere su “platonica” e “aristotelica” quanto invece su “tradizione”. Certo, sono in campo due “tradizioni”. Ma a parte il fatto che esse non si collocano tra loro nella distanza di una linearità parallela, ma, ben al contrario, proprio uno degli esiti di questi studi (quelli fra essi che si collocano cronologicamente nel periodo della tarda antichità) è la documentata messa in evidenza di ben precisi punti teorici di contatto e – oserei addirittura dire – di certi momenti speculativamente nodali comuni alle due “tradizioni”, vige che proprio l’idea di tradizione, ossia del tramandamento di un nucleo di istanze dottrinali, è ciò che unifica le filosofie dei pensatori che si sono rifatti a Platone e ad Aristotele. E qui, e sotto questo profilo, il momento sincronico s’interseca e coagisce con quello diacronico, nella misura in cui, per un verso, sono certe precise tematiche di fondo a venire in luce e a tenere campo, donde l’unità che raccoglie la differenza cronologica, e non di meno viene in luce la differente modulazione di esse in figure speculative cariche di spessore e di tonalità peculiari, donde il momento della distribuzione differenziata lungo il tempo.

Prezzo
€ 22.00

Collana
Testi e studi

Pagine
268

Pubblicazione
Settembre 2019

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Uomo

UOMO

Autore

Luca Grecchi (Università di Milano Bicocca) è autore di diversi libri sulla antica filosofia greca. In questa collana ha pubblicato il volume Natura (2018). Fra i suoi testi, A partire dai filosofi antichi (2009, con Enrico Berti), La filosofia della storia nella Grecia classica (2010) e Gli stranieri nella Grecia classica (2011). È curatore di tre importanti volumi dedicati al pensiero aristotelico: Sistema e sistematicità in Aristotele (2016), Immanenza e trascendenza in Aristotele (2017), Teoria e prassi in Aristotele (2018).

Opera

Questo volume raccoglie oltre dieci secoli di riflessioni del pensiero antico sull’uomo. Trattandosi di un tema vastissimo, i riferimenti saranno non solo al pensiero filosofico, ma anche, sebbene in misura minore, al pensiero scientifico e letterario. L’uomo, insieme alla natura, rappresenta uno dei due temi portanti della cultura antica. La natura costituisce lo sfondo all’interno del quale tutto, compreso l’uomo, prende forma. L’uomo tuttavia, essendo il solo ente immanente in grado di attribuire senso e valore alla realtà, nonché di porsi in rapporto ad essa con rispetto e cura, è sempre stato considerato un ente fondamentale. In questa completa ricostruzione della cultura umanistica antica assumeranno grande importanza anche i contenuti etici e politici, che mostreranno, insieme alla loro genesi, la loro perenne attualità.

Prezzo
€ 35.00

Collana
Questioni di filosofia antica

Pagine
499

Pubblicazione
Settembre 2019

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Giallo italiano

GIALLO ITALIANO

Ezio D’Errico direttore di «Crimen»  

Autore

Loris Rambelli ha dedicato alla produzione letteraria di Ezio D’Errico il capitolo ottavo (Il Simenon italiano) della Storia del “giallo” italiano, Garzanti, Milano 1979; diversi articoli fra cui Una guida per disorientarsiA zonzo con Ezio D’Errico e Giulio Da Milano nella Torino anni Trenta, («Charta», n. 120, 2012); la monografia Ezio D’Errico: paura e fascinazione, nella collana «Archivio del Giallo», Pirani Bibliografica Editrice, Pontassieve 2012; e, più recentemente, le introduzioni a dodici dei venti romanzi polizieschi, che hanno come protagonista il commissario Richard, apparsi in edizione digitale nella collana «Fogli Volanti», Falsopiano, Alessandria 2016-2018. Nell’ambito dei suoi interessi per la narrativa poliziesca rientrano il saggio Franco Enna e il problema del giallo italiano, in Filologia e critica nella modernità letteraria: studi in onore di Renzo Cremante, a cura di A. Battistini, A. Bruni, I. Romera Pintor, Clueb, Bologna 2012 e la cura dell’edizione integrale del romanzo di Augusto De Angelis Il banchiere assassinato (Falsopiano, Alessandria 2018).

Opera

Il protagonista di questo libro è Ezio D’Errico (1892-1972), qui fotografato con uno dei suoi bouledogue francesi («Oggi ho comprato a Ciccio un collare guernito di pelo di tasso che mi è costato un occhio», Noi due disarmati, 1946). Nella seconda metà degli anni Trenta e primi anni Quaranta, D’Errico fu, insieme con Tito Antonio Spagnol, Augusto De Angelis e Giorgio Scerbanenco, uno degli autori più significativi del genere poliziesco in Italia. Noto anche come artista e grafico, nel dopoguerra, dal 1946 al 1952, diresse il settimanale romano «Crimen», che, a settant’anni di distanza, ci restituisce il volto della società italiana di allora attraverso la palpitante cronaca nera di un giallista poeta.

Prezzo
€ 17.00

Collana
Le Quinte

Pagine
135

Pubblicazione
Luglio 2019

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