La maggioranza silenziosa della Controriforma

LA MAGGIORANZA SILENZIOSA DELLA CONTRORIFORMA
Il cardinale bergamasco Giovanni Girolamo Albani (1509-1591)


Autore
Lorenzo Comensoli Antonini insegna Storia del Cristianesimo all’Università di Tunisi ed è dottore di ricerca in storia moderna e studi storicoreligiosi in cotutela fra l’Università di Padova e la Sorbona. Ha pubblicato saggi sulla controversistica e la profezia nel Cinquecento e sulla genealogia della secolarizzazione. Attualmente si occupa di storia delle idee teologico-politiche fra XVI e XVII secolo.

Opera
Nella prima metà del Cinquecento la Chiesa di Roma dovette misurarsi anche in Italia con la contestazione protestante. In questa lotta, la fazione più intransigente si avvalse di quei membri dei ceti dirigenti che, per tradizione e interessi, rimasero fedeli al papato. A questa maggioranza silenziosa, meno studiata dalla storiografia rispetto alla costellazione eterodossa, appartenne il giurista bergamasco Giovanni Girolamo Albani. Nei suoi trattati, scritti alla vigilia della stagione tridentina, egli prospettò quella esorbitante potenza della curia romana che, decenni più tardi, Paolo Sarpi avvertirà come nefasto esito del Concilio. Pur guardando a Roma, però, Albani rimase a lungo un laico a servizio della Serenissima, per divenire cardinale in età avanzata, grazie al favore di Pio V. Laico e chierico, dunque, la biografia del quale rileva dinamiche e tratti salienti della vita sociale e religiosa del secolo XVI.

 Prezzo
€ 20.00

Collana
Storia lombarda

Pagine
286

Pubblicazione
Novembre 2020

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Mezzogiorno e integrazione europea

MEZZOGIORNO E INTEGRAZIONE EUROPEA
La Puglia dall’intervento straordinario alla regionalizzazione (1957-1993)


Autore
Antonio Bonatesta (1982), dottore di ricerca in Storia Contemporanea, svolge attualmente attività di ricerca presso il Dipartimento di Scienze Politiche, Giuridiche e Studi Internazionali (SPGI) dell’Università di Padova. È stato Associate Researcher presso l’Alcide De Gasperi Research Centre dell’Istituto Universitario Europeo (Firenze). I suoi interessi sono prevalentemente rivolti alla storia del Mezzogiorno repubblicano, con particolare riferimento all’integrazione europea e al ruolo dell’intervento straordinario, e della Democrazia cristiana.

Opera
Questo volume si inserisce in un recente filone di studi incentrato su una “storia regionale dell’integrazione europea”, volta cioè a indagare caratteri e limiti delle trasformazioni territoriali indotte dalla costruzione comunitaria. Il tentativo è stato quello di soppesare, con strumenti nuovi, la vicenda dello sviluppo del Mezzogiorno in età repubblicana, analizzando i caratteri delle classi dirigenti meridionali attraverso il peculiare intreccio tra ristrutturazione della sovranità in Europa e regionalizzazione dello Stato. Il lavoro ha assunto come caso di studio la Puglia, nel tentativo di indagare le modalità attraverso cui una società ai margini del capitalismo occidentale, un segmento della “semiperiferia” – come Giovanni Arrighi ha definito i paesi dell’Europa meridionale – è divenuto oggetto di forme di integrazione nazionale e comunitaria, subendo e reagendo ai cambiamenti geopolitici ed economici nel cuore dell’egemonia mondiale.

 Prezzo
€ 25.00

Collana
Testi e studi

Pagine
389

Pubblicazione
Novembre 2020

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L’integrazione europea e l’opinione pubblica cattolica

L’INTEGRAZIONE EUROPEA E L’OPINIONE PUBBLICA CATTOLICA
Ambienti ecclesiali, circoli intellettuali e associazionismo alla vigilia dell’unione (1945-1954)


Autore
Luca Barbaini ha conseguito il Dottorato di ricerca in “Istituzioni, idee, movimenti politici nell’Europa contemporanea” presso l’Università di Pavia. Le sue ricerche si sono concentrate, in special modo, sulla formazione delle classi dirigenti cattoliche con particolare riferimento alle dinamiche associative e al dibattito culturale interno al mondo ecclesiale, nonché alle ragioni ideali e politiche che ne avevano contraddistinto la precoce sensibilità europeista. Fra le sue pubblicazioni si ricordano CattolicesimoModernitàEuropeismo in Lodovico Montini, Roma, Edizioni di Storia e Letteratura, 2013; Rinnovare la liturgia per riformare la Chiesa. Élite cattoliche a inizio Novecento, Milano, Guerini e Associati, 2020.

Opera
Il volume ripercorre le tappe salienti del dibattito sul processo di integrazione europea che aveva attraversato il mondo ecclesiale italiano, dal 1945 al 1954, attraverso le principali riviste cattoliche. Speciale attenzione è stata riservata alla stampa legata all’associazionismo ufficiale, dall’Azione Cattolica al Movimento Laureati, ai vari periodici a vocazione intellettuale e, in particolar modo, alle riviste che avevano visto la luce in questa fase grazie all’iniziativa di studiosi e accademici destinati a svolgere un ruolo di primo piano nel corso degli anni Cinquanta. Particolarmente interessante il caso della rivista bresciana «Humanitas», su cui si è focalizzato l’ultimo capitolo del volume, per il suo carattere paradigmatico. Ne sono emersi diversi indizi – per quanto provvisori – sui tentativi profusi nei circoli intellettuali e in specifici ambienti dell’associazionismo ufficiale per corroborare, anzitutto sul piano intellettuale, le scelte politiche messe in campo durante questi anni dai governi guidati da Alcide De Gasperi, altrimenti difficilmente metabolizzabili da parte significativa del mondo ecclesiale e, in special modo, da alcuni settori della nuova generazione cattolica.

 Prezzo
€ 19.00

Collana
Storia del Novecento

Pagine
201

Pubblicazione
Novembre 2020

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Come nascono le storie

COME NASCONO LE STORIE
Pedagogia narrativa per i più piccoli


Autore
Anita Gramigna è direttrice del Laboratorio di Epistemologia della Formazione presso l’Università degli Studi di Ferrara, dove insegna Pedagogia generale e Metodologia della ricerca. Nel 2012 è stata nominata ambasciatrice europea della cultura scolastica, nei suoi fini di promozione del diritto universale all’istruzione, dal comitato scientico del Centro Europeo Internazionale della Cultura Scolastica (CEINCE). Svolge importanti incarichi scientici e didattici presso prestigiose università straniere, dalle quali ha ricevuto dodici nomine a Visiting Professor. Fra i volumi più recenti segnaliamo: con Y. Estrada Ramos Epistemologia della formazione e Metodologia della ricercaUn’indagine presso la popolazione Maya Kaqchikel del Guatemala, Milano, Unicopli, 2016; Evoluzione e Formazione nel  pensiero di Teilhard de ChardinLo specifico educativo, Milano, Unicopli, 2018, Il versante onirico della conoscenza. L’educazione nel mondo ancestrale dell’America Latina, Roma, Aracne, 2019.

Opera
Questo libro offre alcuni esempi di come nascono le storie fra bambini di uno-due anni e adulti di qualsiasi età. I primi imparano a parlare, i secondi imparano la pazienza di veder nascere le storie. Sì, è vero, non è solo un problema di pazienza, è anche di tempo, cosa che è certamente correlata alla prima, ma, non è ancora tutto, quello che veramente è indispensabile, l’ingrediente fondamentale di questo piccolo miracolo creativo, è la capacità (che implica tempo e pazienza) dell’adulto di ascoltare i piccoli e poi di rispondere alle loro sollecitazioni. Solo così noi, malati di frettoloso pragmatismo, di strumentale razionalismo nonché di una buona dose di pigro cinismo, possiamo imparare. Una storia, qualsiasi storia, mette in atto un processo di strutturazione della realtà che, diversamente risulterebbe “ingovernabile”, troppo vasta e disorganizzata. Affinare la competenza narrativa significa affinare l’intelligenza, ovvero, specializzarsi in un modo di pensare al fine di accedere ad esperienze diverse rispetto a quello narrate e accedervi con più strumenti cognitivi. Il gioco narrativo che presentiamo ha lo scopo di esplorare i processi di costruzione di significato con cui i bambini designano e intanto interpretano il mondo.

 

Prezzo
€ 12.00

Collana
Leggereescrivere

Pagine
94

Pubblicazione
Novembre 2020

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Le Alpi delle donne

LE ALPI DELLE DONNE
Pagine della montagna (1718-1940)


Autore
Luisa Rossi si è formata presso l’Università di Firenze e ha frequentato il primo ciclo di dottorato di Geografia, conseguendo il titolo nel 1988. Ha insegnato Geografia presso l’Università di Parma con cui continua a collaborare. Ha fatto parte del collegio docenti del Dottorato in “Geografia storica per la valorizzazione per patrimonio storico-ambientale” (Università di Genova) ed è stata professeur invité presso l’Université de Limoges. Le sue ricerche riguardano la storia della geografia, le trasformazioni territoriali e paesaggistiche, la cartografia storica e il viaggio in prospettiva di genere. Ha lavorato con istituzioni scientifiche italiane e francesi e collaborato con diverse amministrazioni locali liguri. Fra le numerose pubblicazioni, ricordiamo qui L’altra mappa. Esploratrici viaggiatrici geografe (Reggio Emilia, 2005 e 2011).

Opera
Tradizionalmente rappresentate nei ruoli loro assegnati dalle società e culture di provenienza – ruoli di norma stanziali – non sono poche le donne che hanno partecipato al fenomeno del viaggio moderno. Il viaggio in regioni lontane, difficili da raggiungere e visitare, come sfida ai pregiudizi e ai divieti, come esperienza conoscitiva, come prova della propria resistenza. Quasi automaticamente, viaggiare ha voluto anche dire scrivere, affidare a un journal intime, o all’invenzione di un romanzo, il racconto delle esperienze fatte, delle cose viste, sentite, immaginate. La scrittura di viaggio (e talvolta il disegno, la pittura) come parte fondante dell’affermazione di sé. Le Alpi, con la loro straordinaria successione di paesaggi e di generi di vita diversi, costituivano da sole un “altrove” in tutti i sensi: un ambiente con cui misurarsi fisicamente non meno degli spazi africani e americani; un’alterità socio-culturale per chi proveniva dalle grandi città europee; luoghi ricchi di leggende e di misteri. Il volume presenta i casi di dieci donne europee che hanno viaggiato nelle Alpi tra Settecento e metà Novecento e offre una scelta antologica dei loro scritti. Attraverso passi alpini vertiginosi, vallate di volta in volta fredde e cupe, luminose e fiorite, e villaggi immersi in una secolare atemporalità fino all’avvento del turismo, si delinea uno sguardo “altro” sulle Alpi dei secoli passati che finora abbiamo solamente conosciuto nei resoconti di militari, cartografi, naturalisti, grandturisti, sportivi: uomini.

Prezzo
€ 12.00

Collana
La montagna scritta

Pagine
102

Pubblicazione
Novembre 2020

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Keywords in chinese political language

KEYWORDS IN CHINESE POLITICAL LANGUAGE  


Autore
Bettina Mottura is Associate Professor of Chinese Language and Culture and is scientific coordinator of the Contemporary Asia Research Centre (CARC) at the University of Milan. Her research interests focus on the field of discourse analysis, which she primarily applies to Chinese media and public institutions discourse. Chinese Culture and its contemporary representation are two other key areas of interest. She has authored articles which have appeared in international journals and edited collections, she recently coedited two volumes on political discourse and the media (Cambridge Scholars Publishing, 2017; LCM Journal 5(2), 2018) and co-authored a volume on contemporary Chinese culture and institutions (Carocci, 2016).

Opera
The fundamental assumption in this book is that ‘Constitution’, ‘Party’ and ‘Talent’ are complex, culturally defining words, functioning as a record of historical facts or ideas and as resources around which discussions and political actions revolved since the late XIX century in China. Discursive resources exploited by Chinese public institutions in order to build a strategic representation of the political system and its values. On the basis of these premises, by tracing the incidence of the three keywords in Chinese political language in a diachronic perspective, the book aims at showing how they are currently used, polysemous, categorical, actively contested and part of a cluster. This work is based on qualitative analysis of selected primary sources in Chinese language. Legal, political and newspaper texts were identified in this book as realizations of the genre repertoire of contemporary Chinese politics. Hence, the sources were considered connected to one anotherin a sequential chain of action, concurring to the discursive strategy to strengthen the political institutions and to disseminate their ideology by actively fostering consensus on the selected keywords.

Prezzo
€ 14.00

Collana
Extraeuropea

Pagine
128

Pubblicazione
Novembre 2020

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I cori alpini

I CORI ALPINI
Musiche, testi, esperienze e storie

Autore

Nicola Labanca insegna Storia contemporanea all’Università di Siena ed è presidente del Centro interuniversitario di studi e ricerche storico-militari.
Filippo Masina è assegnista di ricerca presso l’Università di Siena.
Carlo Perucchetti è musicista e fondatore del Centro studi Musica e Grande Guerra.
Bruno Zanolini è compositore ed è stato Direttore del Conservatorio di Milano.

Opera
Un organismo oggi con centinaia di migliaia di soci come l’Associazione nazionale alpini gemma sempre attività ricreative e organismi a carattere di svago. Per l’Associazione degli alpini, però, l’imponente numero di cori alpini che ad essa fanno riferimento (oggi, quasi centocinquanta) rappresenta qualcosa di più di un momento di distrazione dei propri soci. La coralità alpina è divenuta infatti uno dei segni distintivi e di riconoscimento per l’Associazione, una sua carta di identità. Non sono mancate nel passato pubblicazioni sugli alpini e sui suoi cori. Questo volume però mette assieme per la prima volta musicologi, storici e direttori di cori alpini. Esso analizza, da più versanti e grazie a studiosi di varia formazione, l’esperienza ormai quasi centenaria della coralità alpina, ne rilegge i testi con attenzione nuova, ripercorre l’intera storia dei cori alpini. In particolare, in un suo ampio studio, Filippo Masina ricostruisce per la prima volta l’intreccio di questa coralità popolare e istituzionale con la storia generale nazionale, fornendo anche – tramite uno spoglio dei maggiori canzonieri editi lungo un secolo – un elenco dei canti cantati da questi cori. Canti di montagna, canti di lavoro, canti militare, canti di guerra, canti popolari: da sempre i cori alpini cantano tutto ciò assieme. Questo volume ne offre una introduzione musicologica e storica di grande rigore scientifico.

Prezzo
€ 30.00

Collana
Studi e ricerche storico-militari

Pagine
435

Pubblicazione
Novembre 2020

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Il bar degli zanza

IL BAR DEGLI ZANZA

Autore
Tino Adamo è nato a Milano nel 1967. Illustratore e sceneggiatore di fumetti, lavora come disegnatore e grafico alla Sergio Bonelli Editore. Co-autore del format Bonelli Kids e del Bestiario umoristico (Festina Lente Edizioni), prima di vivere della sua passione ha lavorato come barista per un decennio. Il Bar degli zanza è il suo primo romanzo.

Opera
 Immerso nella periferia milanese sorge un microcosmo frequentato da una fauna eterogenea di giocatori d’azzardo, simpatici furfanti, delinquenti di mezza tacca e un’accolita di anziani dediti all’alcool. Tino, uno dei due giovani baristi del locale di proprietà dell’istrionico Saverio, è il Virgilio rionale che guiderà il lettore entro una commedia umana dalle tinte tragicomiche, una vera e propria epica del perdente, nella quale le vicende dei personaggi che la popolano s’intrecciano fra trame cruente e momenti esilaranti. Ai tavoli del bar si giocano interminabili partite di poker ma la posta in gioco, per gente come Nico, Salvo, Zago e altri, è talvolta molto più pesante del solo denaro. Verità? Invenzione? Poco importa perché, come ha insegnato Eduardo, se qualcuno muore sulla scena, o in un libro, è perché c’è qualcuno che muore nella realtà. E adesso, avanti!

Prezzo
€ 17.00

Collana
La porta dei demoni

Pagine
325

Pubblicazione
Novembre 2020

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Civili mutilati e ciechi di guerra 1940-1945

CIVILI MUTILATI E CIECHI DI GUERRA 1940-1945
Cause, conseguenze ed esperienze

Autore

Fabio De Ninno è assegnista di ricerca presso l’Università di Siena

Opera
Dopo il suo Civili nella guerra totale, 1940-1945. Una storia complessa, Fabio De Ninno torna ad arare l’eccezionale archivio storico dell’Associazione nazionale vittime civili di guerra. Dopo aver fornito nel precedente studio una visione d’assieme, interroga adesso quelle carte esaminando due delle molte tipologie di vittime civili di guerra: i ciechi e i mutilati. Per i civili italiani, fra 1940 e 1945, fu purtroppo tragicamente più facile perdere la vista a causa delle nuove caratteristiche dei sistemi d’arma e delle nuove tattiche di guerra. Coinvolti adesso nella guerra totale, i civili si trovarono a far fronte a bombe d’aereo, mitragliamenti, spezzonamenti, colpi d’arma da fuoco, esplosioni di mine e di munizioni ecc.: una panoplia di situazioni che li avrebbero invalidati per sempre. Ancora più numerosi furono i mutilati di guerra. Quella che era stata una delle conseguenze più vistose e diffuse della prima guerra mondiale fra i combattenti divenne adesso molto frequente anche fra i civili. Civili coinvolti nelle operazioni e che subivano le conseguenze dei combattimenti non solo durante la guerra ma anche dopo che essa fu finita. Tristemente nota la vicenda dei ‘mutilatini’, cioè di quei ragazzi che nell’Italia postbellica perdevano arti a causa della dispersione in strade e campagne di ordigni inesplosi. La riproduzione di una ricca documentazione originale correda il volume.

Prezzo
€ 20.00

Collana
Studi e ricerche storico-militari

Pagine
560

Pubblicazione
Ottobre 2020

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Una cultura professionale per la polizia dell’Italia liberale e fascista

UNA CULTURA PROFESSIONALE PER LA POLIZIA DELL’ITALIA LIBERALE E FASCISTA
Antologia del “Bollettino della Scuola di polizia scientifica” (1910-1939)

Autore

Nicola Labanca insegna Storia contemporanea all’Università di Siena. È Presidente del Centro Interuniversitario di Studi e Ricerche Storico-Militari.
Michele Di Giorgio è dottore di ricerca in Storia contemporanea presso l’Università Ca’ Foscari Venezia e autore, fra l’altro, di Per una polizia nuovaIl movimento per la riforma della Pubblica Sicurezza, 1969-1981 (Viella 2019).

Opera
L’antica immagine dello ‘sbirro’, del poliziotto votato alla persecuzione dei malviventi solo sulla base del suo ‘fiuto’ e della sua esperienza pratica e quotidiana di contrasto alla criminalità, nella seconda metà dell’Ottocento andò sempre più in crisi. Mentre tutta la società si modernizzava, come potevano i corpi di polizia restare estranei non solo alla democratizzazione dei sistemi politici ma anche al progresso, all’avanzamento delle scienze, allo sviluppo delle tecnologie? A cavallo fra Ottocento e Novecento questa potente corrente di trasformazione prese varie forme, in Europa e anche in Italia. Una di queste fu la creazione di laboratori, corpi, scuole di polizia scientifica, miranti a diffondere anche fra le forze dell’ordine i più moderni ritrovati della tecnologia, a fini di identificazione e persecuzione dei crimini. In Italia se ne fecero promotori, all’interno delle polizie, un pugno di funzionari e, nel mondo accademico, Salvatore Ottolenghi, allievo di Cesare Lombroso, e i suoi più diretti collaboratori. Fu così che, all’inizio del Novecento, nacque anche in Italia una Scuola di polizia scientifica e, dopo qualche anno, un suo “Bollettino” a stampa. Oltre che con l’attività pratica della Scuola, fu proprio tramite la lettura del “Bollettino” che tutta una serie di scienze e di tecniche furono divulgate all’interno della pubblica sicurezza del tempo. L’uso della dattiloscopia, della fotografia, del ‘ritratto parlato del sopralluogo’, delle ‘cartelle biografiche’, delle varie tipologie di schedatura e più in generale la formalizzazione dei sistemi di segnalamento, di ricerche e di identificazione furono sempre più diffusi proprio attraverso le pagine del “Bollettino” (1910-1939). Il volume fornisce la prima antologia di questo importante periodico, e fa seguito agli altri dedicati al “Manuale del funzionario di sicurezza pubblica” (1861-1912) e agli scritti di Salvatore Ottolenghi (1883-1934), in una collana dedicata allo studio storico dei saperi di polizia in Italia.

Prezzo
€ 35.00

Collana
Fuori collana

Pagine
557

Pubblicazione
Ottobre 2020

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