La grande retrovia in territorio nemico

LA GRANDE RETROVIA IN TERRITORIO NEMICO

Bologna e la sua provincia nella Grande Guerra (1914-1918)

Autori

Fabio Degli Esposti (Bologna, 1965) è ricercatore di storia contemporanea all’Università di Modena e Reggio Emilia. Ha pubblicato numerosi saggi su temi di storia economica e sociale italiana ed europea fra Otto e Novecento, dedicati soprattutto al rapporto fra istituzioni militari e sviluppo economico. Da anni si occupa del primo conflitto mondiale con particolare riguardo agli aspetti della vita politica, economica e culturale delle società belligeranti.

Opera
La prima guerra mondiale è generalmente considerata la prima guerra totale della storia. Alle sofferenze dei soldati al fronte corrispose un’intensa mobilitazione delle società civili: riorganizzazione dei sistemi economici, razionamento delle risorse alimentari, severa limitazione delle libertà. Questo volume studia le profonde trasformazioni avvenute in Italia in quegli anni cruciali scegliendo come punto di osservazione la provincia di Bologna. Il governo dichiarò il capoluogo emiliano e il suo territorio “zona di guerra” fin dal 24 maggio 1915: si volle così stroncare ogni eventuale opposizione del movimento socialista, che qui era fortissimo, alla mobilitazione dell’esercito. Con il prolungarsi della guerra la “provincia rossa” emerse sempre più come “grande retrovia” di cruciale importanza strategica per lo sforzo bellico e la decisione di mantenere un regime eccezionale venne confermata. Studiare la guerra a Bologna diventa così studiare la guerra in Italia e, per molti aspetti, in Europa.
Prezzo:
€ 25
Pagine:
789
Collana:
Aprile 2017
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Fogli in uniforme

Fogli in uniforme
La stampa per i militari nell’Italia liberale

Curatore
Nicola Labanca insegna Storia contemporanea all’Università degli studi di Siena ed è Presidente del Centro interuniversitario di studi e ricerche storico-militari.

Opera
Al tempo dell’Italia liberale, fra l’Unità e la Grande guerra, i militari leggevano. Al di là della stampa più tecnica preparata dagli Stati maggiori, esisteva infatti una ricca pubblicistica periodica specificamente indirizzata agli ufficiali e ai sottufficiali dell’Esercito e della Marina. A scriverli erano militari in servizio o in pensione, ma anche civili sinceramente interessati e competenti in questioni belliche. Il fatto era che allora gli ufficiali erano parte integrante della classe dirigente nazionale e che un sistema politico liberale permetteva, ovviamente con qualche riserbo, un certo dibattito sulle questioni militari. Condizioni che il fascismo distrusse e che l’Italia repubblicana e democratica è sembrata disinteressata a ricreare. Per tali ragioni l’esperienza di quei ‘fogli in uniforme’ è stata dimenticata. Le loro collezioni, peraltro di assai difficile reperibilità, non sono state più studiate. Gli autori di questo volume invece finalmente analizzano questi giornali, ne spiegano la ricchezza come fonte e come specchio di una mentalità e di un intero periodo storico.

Prezzo:
€ 22

Pagine:
273

Collana:
Studi e Ricerche Storico-Militari

Pubblicazione:
Marzo 2016

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I FRONTI DELLA SCRITTURA.

 I FRONTI DELLA SCRITTURA.

Letteratura e Grande Guerra  

Autore:

Giovanni Capecchi è Professore associato di Letteratura italiana all’Università per Stranieri di Perugia. Tra i suoi volumi: Lo scrittore come cartografo.Saggio su Marcello Venturi (2007), Voci dal “nido” infranto. Studi e documenti pascoliani (2011), Lo straniero nemico e fratello. Letteratura italiana e Grande Guerra (2013), Le ombre della Patria. Capitoli ottocenteschi tra Foscolo e Carducci (2015).

Opera:
Tra i numerosi volumi dedicati alla Grande Guerra è mancata – fino a questo libro – una monografia che, in maniera approfondita ma al tempo stesso sintetica, tracciasse un quadro complessivo della letteratura nata dal conflitto. Dopo le pagine introduttive riguardanti le forme, i tempi e i luoghi delle scritture di guerra, i capitoli successivi si concentrano sul racconto dei mesi della vigilia (su come il 1914 viene descritto nella narrativa italiana e sui poeti che – nell’anno della neutralità e in mezzo al coro interventista – rimasero perplessi o silenziosi), sul viaggio verso il fronte e verso la scoperta del vero volto della guerra, su alcuni importanti testi letterari legati all’esperienza della trincea, sul racconto della prigionia nei campi dell’Impero austro-ungarico, sul ritorno a casa – costantemente accompagnato da delusione e disorientamento. Non senza affrontare la questione di come nascano e si trasformino i testi, aprire lo sguardo sulla letteratura europea nata dal conflitto e proporre un conclusivo “sfondamento” temporale capace di legare – e di confrontare – la letteratura nata nella Grande Guerra con quella legata al secondo conflitto mondiale.

Prezzo:
€ 20

Pagine:
249

Collana:
Biblioteca di storia contemporanea

Pubblicazione:
Marzo 2017

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