Realismo cristiano e politica statunitense

REALISMO CRISTIANO E POLITICA STATUNITENSE
Reinhold Niebuhr alla prova della pratica di governo

Autore

Peter B. Josephson è docente presso i dipartimenti di Scienze umane e Filosofia, nonché presidente del Department of Politics del Saint Anselm College a Manchester, New Hampshire. È autore, fra l’altro, di The Great Art of Government: Locke’s Use of Consent e, assieme a R. Ward Holder, de The Irony of Barack Obama: Barack Obama, Reinhold Niebuhr, and the Problem of Christian Statecraft, Ashgate, 2012; ha pubblicato anche studi di economia politica e diritto e sulla filosofia politica di Henry Kissinger.
Ward Holder è docente di Teologia al Saint Anselm College in Manchester. Ha scritto di Riforma, di esegesi biblica protomoderna e dell’influenza religiosa sulla politica e sulle teorie politiche moderne.Ha pubblicato, fra l’altro,John Calvin and the Grounding of Interpretation: Calvin’s First Commentaries, Brill, 2006 nonché, assieme a Peter B. Josephson, The Irony of Barack Obama. Studia attualmente il ruolo di memoria, storia e tradizioni nelle comunità religiose.

Opera
Cristiano riformato con una forte base luterana, pensatore fra i più importanti negli Stati uniti del Novecento, Reinhold Niebuhr costruisce la sua complessa riflessione antropologica e politica attorno all’asse di fondo del peccato originale, quell’occultissimo vizio della superbia che porta l’uomo a ignorare i limiti della propria finitezza e trasforma così qualsiasi proposito troppo ostinatamente perseguito nel proprio contrario, dando luogo a un esito che Niebuhr definisce perciò ironico e che applica, tra l’altro, alla politica americana della guerra fredda. Punto di riferimento per tutti i presidenti dal New Deal fino a Barack Obama, che lo ha indicato come “uno fra i miei filosofi preferiti”, Niebuhr sembra essere scomparso dal dibattito pubblico con le elezioni del 2016; Ward Holder e Josephson s’interrogano sul significato di questa rottura e sulle prospettive d’un suo ritorno lungo un’analisi che ha soprattutto il merito di presentarci gli Stati Uniti visti dall’interno, mostrandoci quanto poco sappiamo d’un Paese che ci sembra di conoscere e invece non capiamo, che ci appare prossimo e invece è, in tutti i sensi, lontano, a partire soprattutto dalla circostanza che — come un osservatore acuto si è espresso — è il Paese più religioso del mondo.

Prezzo
€ 16.00

Collana
Lo scudo d’Achille

Pagine
277

Pubblicazione
Aprile 2020

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Il cinema arte dei corpi

IL CINEMA ARTE DEI CORPI

Autore

Micaela Veronesi. Studiosa indipendente, ha dedicato le sue ultime ricerche sulla storia del cinema delle origini e sul linguaggio cinematografico, con una particolare attenzione alla produzione femminile. Ha partecipato a molti convegni di ambito cinematografico, archivistico e storico. Ha pubblicato Le soglie del film. Inizio e fine nel cinema (Kaplan, 2005) e numerosi saggi. Collabora con il periodico «Segnocinema» ed è coinvolta nel progetto internazionale Women Film Pioneers (https://wfpp.cdrs.columbia.edu/). Insegna Lettere nella scuola secondaria di secondo grado.
Francesca Brignoli. Studiosa indipendente, specialista del cinema di Liliana Cavani (Liliana Cavani. Ogni possibile viaggio, 2011). S’è occupata d’attorialità con i volumi Ingrid Bergman. La vertigine della perfezioneMarilyn Monroe. Inganni (Le Mani, 2010, 2014, con Nuccio Lodato) e, tra i saggi, The Work of Actor Febo Mari, in M. P. Pagani, P. Fryer, Eleonora Duse and Cenere (Ashes). Centennial Essays (MacFarland, 2017), Mickey Rourke: eccelsa irregolarità, in A. Scandola (a cura di), Hollywood Men. Immagine, mascolinità e performance nel cinema americano contemporaneo (Kaplan, 2018). È dipendente del Comune di Pavia.

Opera

Fra tutti i corpi visibili sugli schermi, quello di Marilyn è certamente uno dei più carichi di significati. Esso infatti non è stato solo oggetto di visione, ma interprete primo d’una femminilità complessa e conturbante, che ha segnato l’immaginario al punto da diventare mito, oggi ancor vivo. Un corpo interpretato e non solo esposto dunque, che ha dato forma a una fra le categorie centrali della sensibilità contemporanea. Questo volume indaga il rapporto tra corpo e cinema quale luogo privilegiato della rappresentatività dei corpi ed espressione, tecnologica e artistica, dell’interazione fra corpi e mondo. Due i sentieri verso il tema: Atlante è dedicato all’attore, centro della costruzione filmica, che con la sua carica originale epidermica e fotogenica fa scaturire con il corpo una percezione ulteriore; Anatomie vede l’affondo in film che espongono in maniera speciale dettagli di corpo, anzi, film costruiti in maniera inequivocabile amplificando particolari anatomici di grande forza costruttiva, in alcuni casi mitopoietici.

Prezzo
€ 17.00

Collana
Lo scudo d’Achille

Pagine
180

Pubblicazione
Ottobre 2019

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La storia lingua morta e altri studi

LA STORIA LINGUA MORTA E ALTRI STUDI
Nuova edizione rivista e ampliata

Autore

Giorgio Politi (Milano, 1947) ha insegnato per oltre quarant’anni presso l’Accademia di Brera e l’Università di Venezia-Ca’ Foscari Storia dell’arteStoria degli antichi stati italianiStoria moderna ed Esegesi delle fonti per la storia moderna. Ha condotto, sull’esempio della città di Cremona, lunghi studi sulla “decadenza” italiana, ora raccolti ne La società cremonese nella prima età spagnola (Unicopli, 2002), che lo hanno spinto a ricostruire secondo il più rigoroso metodo storico un intero archivio (Antichi luoghi pii di Cremona, 1979 e 1985), utilizzando fra i primi le nuove tecnologie di editoria grigia. Ha studiato il rapporto fra la conflittualità europea medievale e moderna e le origini degli istituti rappresentativi, in particolare rovesciando l’interpretazione d’alcuni episodi chiave della “guerra contadina” tedesca (Gli statuti impossibili. La rivoluzione tirolese del 1525 gli “statuti” di Michael Gaismair, Einaudi 1995). Per Unicopli ha fondato nel 1993 le collane em-early modernStudi di storia europea protomoderna (con R. C. Mueller e, ora, con F. Barbierato) e, nel 2011, Lo scudo d’Achille e pubblicato nel 2009 il manuale Scrivere tesi triennali, magistrali e di dottorato.

Opera

La storia lingua morta è un manifesto che reagisce alla crisi in cui versa la storiografia proponendone un rovesciamento epistemologico completo: la storia non come scienza d’un passato perduto, narrazione d’un cammino umano lineare, ma come dimensione in grado di scomporre il presente lungo durate molteplici di fenomeni vicendevolmente interagenti. Uscita nel 2011, La storia lingua morta ripresenta qui la sua originaria articolazione (Manifesto, Il telaio incantato, Il caso Thomas Müntzer) arricchita d’un saggio nuovo, dedicato alla Shoà (La macchina dei Krell, ovvero la terza dimensione della realtà), e da due interventi comparsi su riviste specializzate.

Prezzo
€ 16.00

Collana
Lo scudo d’Achille

Pagine
190

Pubblicazione
Ottobre 2019

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Le scimmie si raccontano?

Le scimmie si raccontano?

Passioni e dubbi dell’etologia.

Autore
Augusto Vitale ha conseguito la laurea in Scienze biologiche presso l’Università di Parma nel 1983. Nel 1988, ha ottenuto il Ph. D. in Ecologia comportamentale all’Università di Aberdeen (Scozia). Nel 1989 ha quindi iniziato a lavorare con i primati non umani con E. Visalberghi al C. N. R. e con D. Fragaszy alla Washington State University. Dal 1991 è ricercatore all’Istituto superiore di sanità. I suoi interessi riguardano diversi aspetti dell’etologia dei primati non umani. È stato presidente della Associazione primatologica italiana ed è segretario della Federazione europea di primatologia. Da circa vent’anni si occupa di problemi etici e scientifici sollevati dall’utilizzo di animali nel campo della ricerca biomedica. È membro degli Expert Working Groups, riuniti periodicamente dalla Commissione europea a Bruxelles per discutere di aspetti legislativi della sperimentazione animale.

Opera
Tornato a Itaca travestito da mendicante per compiere la sua vendetta il cent’arte Odisseo, l’eroe che con la sua astuzia aveva procurato la distruzione di Troia, non viene riconosciuto da nessuno — non dal figlio, non dalla sposa fedele. Fanno eccezione solo la vecchia nutrice e Argo, “il cane che lui stesso allevò”, abbandonato sopra il letame: “quando sentì che Odisseo era vicino, mosse la coda, abbassò le orecchie … E Odisseo, distogliendo lo sguardo, si asciugava una lacrima … E la morte oscura scese su Argo, non appena ebbe visto Odisseo, dopo vent’anni”. Questo celeberrimo episodio, ove l’aedo visibilmente riporta dati d’esperienza già familiari agli antichi, può essere assunto come paradigmatico dei problemi sottesi alla comunicazione fra l’uomo e gli altri animali: in quale proporzione la lettura che diamo dei loro comportamenti coincide con la realtà del loro vissuto? La “fedeltà” coniugale, fino alla morte, d’alcune specie d’uccelli rispecchia davvero un legame sentimentale o ha tutt’altro genere di motivazioni? Problemi che si moltiplicano quando questi oggetti sono le scimmie, gli esseri viventi più simili a noi.

Prezzo:
€ 15

Pagine:
161

Collana:
Lo scudo d’Achille

Pubblicazione:
Novembre 2016

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