La storia in digitale

LA STORIA IN DIGITALE
Teorie e metodologie

Autore

Deborah Paci insegna storia digitale presso l’Università Ca’ Foscari Venezia. I suoi interessi di ricerca spaziano dalla storia del Mediterraneo alla storia intellettuale, dagli Island studies alla storia pubblica digitale. È cofondatrice e direttrice della rivista elettronica «Diacronie. Studi di storia contemporanea».

Opera

La storia – come del resto le altre discipline umanistiche – è oggi di fronte a una sfida ineludibile, quella di accogliere le innovazioni apportate dall’avvento del digitale nella vita quotidiana. Quali cambiamenti pone al proprio statuto epistemologico? Con quali nuove metodologie dovrà confrontarsi lo storico del futuro? Che cosa muta – se qualcosa cambia – nel modus operandi dello storico? L’accresciuta mole di dati imporrà l’adozione di criteri più rigidi di selezione delle fonti? Siamo di fronte al trionfo del quantitativo a scapito del qualitativo? Su questi e altri interrogativi legati alle questioni del digitale nella storia si interrogano i saggi del volume, nell’intento di offrire un quadro d’insieme e di mettere a disposizione del lettore una cassetta degli attrezzi che possa costituire al contempo un efficace strumento di orientamento.

Prezzo
€ 29.00

Collana
Tracce

Pagine
366

Pubblicazione
Ottobre 2019

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Irredentismi. Politica, cultura e propaganda nell’Europa dei nazionalismi

Irredentismi. Politica, cultura e propaganda nell’Europa dei nazionalismi  

 

Autori

Luca G. Manenti, laureato in storia a Milano, è dottore di ricerca e cultore della materia in storia contemporanea presso l’Università degli Studi di Trieste. Si occupa d’associazionismo patriottico, culture ebraica e armena, massoneria, irredentismo e nazionalismo tra Risorgimento e Grande guerra. Ha pubblicato vari saggi in riviste e volumi collettanei e le monografie Massoneria e irredentismo,Trieste, Irsml, 2015 e Da Costantinopoli a Trieste, Milano, Biblion, 2015.

Deborah Paci è assegnista di ricerca presso l’Università Ca’ Foscari di Venezia e ricercatrice associata al Centre de la Méditerranée Moderne et Contemporaine (CMMC) dell’Université Sophia Antipolis di Nizza. È direttrice della rivista online «Diacronie. Studi di storia contemporanea». Ha recentemente pubblicato: Corsica fatal, Malta baluardo di romanità. L’irredentismo fascista nel mare nostrum (1922-1942), Firenze, Le Monnier-Mondadori Education, 2015; L’arcipelago della pace. Le isole Åland e il Baltico (XIX-XXI sec.), Milano, Unicopli, 2016.

Opera
Fenomeno culturale, sociale e istituzionale legato a un progetto politico ottocentesco assurto poi a categoria storiografica, l’irredentismo è un termine ancora attuale. L’utilizzo che ne è stato fatto e se ne fa per la comprensione critica di dispute territoriali in spazi geografici e archi temporali disparati, giustifica la scelta di intitolare il volume declinando al plurale il sostantivo. La disamina di un concetto moderno come quello di irredentismo offre la possibilità di ripensare anche la categoria interpretativa ad esso legata. La ricognizione analitica spazia dal Lussemburgo alle isole Åland, da Fiume a Nizza, da Trento a Trieste, passando per le opere e le biografi e di intellettuali impegnati in uno sforzo propagandistico teso alla rivendicazione di aree ritenute estensioni naturali dello Stato-nazione d’appartenenza. Storicamente ricostruito – nell’introduzione – come lemma, movimento e spazio d’opinione dalla comparsa ad oggi, l’irredentismo costituisce il filo rosso dei casi presi in esame: attraverso di essi sarà possibile analizzarne i meccanismi di funzionamento e il successo in ambito scientifico.
Prezzo:
€ 15
Pagine:
203
Collana:
Tracce
Pubblicazione:
Maggio 2017
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