L’identità di Cristo

L’IDENTITÀ DI CRISTO.

Il Messia cancellato dalla storia  

Autori

Alessandro Nava, classe 1955, da oltre trent’anni frequenta i maggiori autori, italiani e stranieri, di studi storici (non teologici) sul Cristianesimo primitivo. Ha pubblicato Il terzo uomo di Mussolini, 2002; La macchina del tempo, 2008;Discografia ragionata e guida all’ascolto di Verdi, 2013. Ha fondato e diretto importanti Case discografiche indipendenti.

Opera
Chi fu l’uomo che morì su una croce romana, a Gerusalemme, tra 18 e il 36 d. C.? Da 1.800 anni la Chiesa, nata nella seconda metà del II secolo afferma che il giustiziato fu Gesù Cristo, Messia cristiano e Figlio di Dio. Ma il Messia che Israele attendeva ai tempi di Erode e di Augusto non era un’emanazione del dio giudeo (ovvero del feroce Elohim del Vecchio Testamento): era un Principe della Corona, colui che, erede del sangue di Davide, avrebbe annientato la potenza egemone romana e riunito le tribù di Israele in un solo popolo vittorioso. Non a caso, il mondo ebraico disconobbe da allora e per sempre il Gesù della Chiesa, imposto con la violenza e la sopraffazione a far data dall’inizio del IV secolo. Chi morì dunque su quella croce? Chi condannarono i Romani all’estremo supplizio? Un qualunque Rabbi, apocalittico e taumaturgo, o un irredentista zelota che aveva usurpato un possedimento imperiale con un’azione militare? Questo studio, basandosi quasi esclusivamente su ciò che sopravvive delle fonti non cristiane, cerca di dare risposta a queste e alle altre domande che stanno alla base di qualunque studio laico sull’origine della religione cristiana.
Prezzo:
€ 25
Pagine:
325
Collana:
Testi e Studi
Pubblicazione:
Maggio 2017

 

Condividi su Facebook:

Umanesimo urbanistico

UMANESIMO URBANISTICO.

L’architetto Amos Edallo tra Milano e la Bassa padana

Autori

Emanuele Edallo (Crema, 1977) è assegnista di ricerca presso il dipartimento di Studi Storici dell’Università degli Studi di Milano. Studioso di storia delle professioni, ha pubblicato Col regolo nel taschino. Il Politecnico di Milano e la professione dell’ingegnere (1863-1960). Da alcuni anni si occupa più assiduamente di antisemitismo e Shoah. É autore di saggi pubblicati su riviste specializzate e in volumi collettanei.

Opera
Amos Edallo (1908-1965) fu una figura poliedrica: sculture, architetto urbanista, docente universitario, poeta. Nato da una famiglia povera in un piccolo paese della campagna cremonese, con caparbietà e sacrificio divenne uno dei nomi più promettenti della scultura italiana degli anni Trenta. Laureatosi in Architettura, fu uno dei principali artefici della ricostruzione di Milano dopo la seconda guerra mondiale, come responsabile della Divisione urbanistica del Comune di Milano, per la redazione e l’attuazione del Piano regolatore generale, che entrò in vigore nel 1953. Accanto all’attività di urbanista, sviluppata anche attraverso l’insegnamento al Politecnico, Edallo coltivò l’amore per il restauro, che lo vide protagonista a Crema, sua città adottiva, dove riportò ad antico splendore il Duomo e diede vita al Museo civico, pensato come Museo del territorio. Cantò nel dialetto castelleonese la sua terra d’origine.
Prezzo:
€ 15
Pagine:
150
Collana:
Testi e Studi
Pubblicazione:
Aprile 2017
Condividi su Facebook:

La comunità dei virtuosi

La comunità dei virtuosi
Una sfida al conformismo sociale

Autore
Pietro Piro (Termini Imerese 1978) è Sociologo. Cultore della materia in Sociologia presso l’Università di Roma Tre. Dottore di ricerca in Comunicazione Politica, si è formato nelle università di Urbino “C. Bo”, UNED Madrid, Complutense (UCM), Roma Tre. Ha svolto ricerche sui documentari No-Do presso la Filmoteca Española di Madrid. I suoi più recenti lavori sono: Auschwitz è ancora possibile? (2015); I frutti non colti marciscono (2014), Nuovo Ordine Carnevale (2013); Francisco Franco. Appunti per una fenomenologia della potenza e del potere (2013); Il dovere di continuare a pensare (2013). Ha tradotto e introdotto J. Ortega y Gasset, Appunti per un commento al Convivio di Platone (2012) e S. Ramón y Cajal, Psicologia del Don Quijote e il Quijotismo (2012) e curato la postfazione a J. Ortega y Gasset, Meditación de la Técnica (2011). Curatore delle opere collettive: Agire o non agire? (con P. Chierichetti) (2015); Il gioco e il giogo (2013); Perché guardare a Oriente? (con K. Del Toso) (2013). Ha ideato e diretto le sei edizioni del Seminario Popolare sul Pensiero dell’Estremo Oriente. È stato redattore della Rivista “Filosofia e nuovi sentieri”. Suoi contributi sono apparsi in numerose riviste in Italia e all’Estero. È membro della Società Italiana di Storia delle Religioni.

Opera
La comunità dei virtuosi è ancora tutta da costruire. Ma quali sono i suoi presupposti? La fraternità che nasce dal rispetto, l’autorevolezza che emana dal vissuto riconosciuto e riconoscibile, la gioia incontenibile che si sprigiona nel vivere intensamente e nel sentirsi coinvolti. Urgono testimoni fedeli, uomini disposti alla coerenza, al sacrificio della vita vissuta con umiltà e fermezza.

Prezzo:
€ 25
Pagine:
345
Collana:
Testi e studi
Pubblicazione:
Febbraio 2016
 
Condividi su Facebook:

Dal ludimagister al maestro elementare.

Dal ludimagister al maestro elementare.
Le scuole in Liguria tra Antico Regime e Unità d’Italia.

 

Autori
Marcella Bacigalupi e Piero Fossati si occupano di storia dell’educazione e della scuola. Tra le loro pubblicazioni vi sono studi sui processi di acculturazione scolastica (M. Bacigalupi, P. Fossati, Da plebe a popolo. L’educazione popolare nei libri di scuola dall’Unità alla Repubblica, Firenze, La Nuova Italia, 1986, ristampa anastatica Milano, Pubblicazioni dell’I.S.U. Università Cattolica, 2000), sulla storia degli insegnanti tra le due guerre (P. Fossati, I maestri del regime. Storia di un maestro nell’Italia fascista, Milano, Unicopli, 2009), sulle pratiche e il vissuto dei processi educativi attraverso la ricostruzione delle fatiche scolastiche di un maestro elementare che era anche poeta e intellettuale di primo piano (M. Bacigalupi, P. Fossati, Giorgio Caproni maestro, introduzione di Luigi Surdich, Genova, il melangolo, 2010), e sul rinnovamento della scuola in età preunitaria (M. Bacigalupi, Una scuola del Risorgimento. I Collegi Convitti Nazionali del Regno Sardo tra progetto politico e esperimento educativo(1848-1859), Milano, Unicopli, 2010).

Opera
Il volume si propone di ricostruire la storia delle molteplici forme di insegnamento che si sono affiancate e succedute sul territorio ligure dall’Età moderna alla metà del secolo XIX, con l’attenzione rivolta non solo alla città capoluogo ma anche ai borghi grandi e piccoli delle Riviere e dell’entroterra. Molti furono invece i momenti di contrazione e di stasi, le parziali riprese, le deviazioni verso nuovi significati e nuove direzioni. Figura tipica degli inizi dell’Età moderna è quella del ludimagister, il maestro di scuola che nelle comunità impartiva a chi voleva e poteva permetterseli i rudimenti del leggere e scrivere in latino proseguendo eventualmente con la lettura degli autori. Al termine di un percorso di circa tre secoli il magister si è specializzato nelle diverse funzioni di professore delle varie discipline degli studi secondari e di maestro elementare, il personaggio più rappresentativo dell’esito della vicenda, protagonista dell’alfabetizzazione del popolo che lo Stato si impegnava a diffondere, riservando il latino ai giovani destinati a formare le future élites dirigenti.

Prezzo:
€ 30

Pagine:
640

Collana:
Testi e studi

Pubblicazione:
Settembre 2016

Condividi su Facebook:

IL PENSIERO È LA REALTÀ.

IL PENSIERO È LA REALTÀ.

L’attualismo di Giovanni Gentile e il suo rapporto con il pensiero scientifico del primo Novecento  

Autore:

Luca Canapini (Fano, 1976) è uno studioso particolarmente attento alla speculazione idealista e alla storia del pensiero ottocentesco. Si è formato presso l’Università di Urbino. È Dottore di Ricerca in «Epistemologia della Complessità» e attualmente è docente di filosofia presso il Liceo Classico «Terenzio Mamiani» di Pesaro. Ha insegnato in Italia e all’estero, e ha tenuto conferenze e seminari soprattutto sull’opera gentiliana e schopenhaueriana. Tra le sue recenti pubblicazioni, si ricordano: Il concetto di azione nel pensiero di Giovanni Gentile, Roma 2015; La relazione Oriente-Occidente nella filosofia di Schopenhauer tra storia, mito e pensiero religioso, Milano 2015; Averroè e il problema logico dell’unità nell’islamismo medievale, Fano 2015; La forma dell’arte nella filosofia di Giovanni Gentile, Lanciano 2014; Genesi storica e logica del sistema shopenhaueriano in relazione alla metafisica indiana, Chieti 2014.

Opera:
Il dibattito filosofico del primo Novecento fu caratterizzato dallo scontro tra neoidealismo e scienza, ossia tra il fronte dei filosofi capeggiato da Benedetto Croce, e quello degli scienziati rappresentato dal matematico Federigo Enriques. Il filosofo Giovanni Gentile, sebbene legato in un primo tempo a Croce, rivedrà nel tempo le sue posizioni rispetto al pensiero scientifico, rivalutando il valore epistemologico della scienza. Ciò è da riferire, in particolare, all’influenza del figlio Giovanni Gentile jr. importante fisico teorico dell’Istituto di via Panisperna, grande amico e collaboratore di Ettore Majorana, molto vicino alla visione fisica ed epistemologica di Werner Heisenberg. Per ragioni assai complesse, questo avvicinamento del filosofo Gentile alla scienza coincide con il periodo di maggiore crisi del suo idealismo alla fine degli anni venti, in un periodo denso di avvenimenti storici che influenzarono significativamente l’assetto culturale e ideologico del fascismo.

Prezzo:
€ 25

Pagine:
583

Collana:
Testi e studi

Pubblicazione:
Marzo 2017

Condividi su Facebook:

HANNAH ARENDT.

HANNAH ARENDT.

Il problema storico della libertà

Autore:

Lelio La Porta, docente nei Licei, collaboratore di Critica marxista, è autore di Etica e rivoluzione nel giovane Lukács (1991), Arendt, Berlin, Strauss. Filosofia politica del Novecento (1997), Antonio Gramsci e Hannah Arendt. Per amore del mondo grande, terribile e complicato (2010). Ha redatto diverse voci del Dizionario Gramsciano (a cura di G. Liguori e P. Voza, 2009), ha curato Un Gramsci per le nostre scuole. Antologia (2016) e, insieme a Giuseppe Prestipino, I Quaderni del carcere di Antonio Gramsci. Un’antologia (2014).

Opera:

La libertà è connaturata all’uomo al punto che essa dovrà essere garantita dall’atto politico che dà vita ad una forma del potere la quale dovrà tenere necessariamente conto, redigendo le leggi, del fatto che l’uomo era già libero prima di essere sottoposto ad una condizione di limitazione della libertà. Il bersaglio polemico della Arendt, proprio intorno al tema specifico della libertà, è Marx. Nella sostanza già in Marx, afferma la filosofa, ed ancor prima in Rousseau, possono essere rinvenuti i germi del “totalitarismo”: infatti, secondo la Arendt, Marx, con la sua libertà dalla necessità, metterebbe a repentaglio la libertà politica. In questo lavoro si prende in considerazione quest’aspetto particolare della riflessione arendtiana (Arendt versus Marx) che viene discusso e messo in rapporto con altri luoghi del pensiero della Arendt, ricorrendo anche all’opera di marxisti come Gramsci e Lukács.

Prezzo:
€ 17

Pagine:
183

Collana:
Testi e studi

Pubblicazione:
Marzo 2017

Condividi su Facebook: