Democrazia e difesa

DEMOCRAZIA E DIFESA
Il controllo parlamentare sulla politica militare (1948-2018)

Autore
Emanuele Ertola è assegnista di ricerca presso l’Università di Siena.

Opera
La questione è sempre quella: “La guerra è una cosa troppo importante per lasciarla ai militari”. Se non mancano studi sulle relazioni fra civili e militari per la storia dell’Italia liberale e del regime fascista, mancava una ricerca per il periodo della Repubblica. In questo volume è in particolare preso in esame come il Parlamento abbia svolto la sua funzione di controllo nei confronti delle forze armate. Da un lato le principali leggi di indirizzo e di spesa, che hanno impegnato il Parlamento in ampie discussioni pubbliche, e dall’altro lato la più minuta attività delle Commissioni parlamentari, il cui lavorio spesso sfugge ai riflettori e all’attenzione dell’opinione pubblica, sono l’oggetto di questo volume. Il primo, a parte precedenti analisi di taglio politologico, a prendere in esame questa materia da una prospettiva storica. Le conclusioni dell’autore non sono ottimistiche. La funzione di controllo delle forze armate che il Parlamento, le commissioni parlamentari e i singoli parlamentari interessati o a questo dedicatisi avrebbero dovuto svolgere è stata troppo spesso frenata. Ora il clima della Guerra fredda, ora una ridotta preparazione del ceto politico nell’età postbipolare non hanno messo il Paese, il governo, l’opinione pubblica in grado di poter controllare i militari.

Prezzo
€ 30.00

Collana
Studi e ricerche storico-militari

Pagine
249

Pubblicazione
Marzo 2020

Condividi su Facebook:

Civili nella guerra totale 1940-1945

CIVILI NELLA GUERRA TOTALE 1940-1945
Una storia complessa  

Autore
Fabio De Ninno è assegnista di ricerca presso l’Università di Siena.

Opera
Della partecipazione italiana alla seconda guerra mondiale (1940-1945) e in particolare della campagna d’Italia (1943-1945) sappiamo ormai molto. Storia politica, storia diplomatica, storia militare, anche storia culturale sono prospettive d’indagine che hanno prodotto una sterminata letteratura. Di come però i civili, che da quella guerra furono per la prima volta toccati in maniera significativa, affrontarono e subirono il conflitto sappiamo molto meno. O, meglio, sappiamo molte cose sino ad oggi però disperse in un’enorme quantità di libri e saggi per lo più di ambito locale o inerenti specifiche tematiche. Questo volume, per la prima volta, ha l’ambizione di fornire una sintesi di queste conoscenze, sfruttando gli studi migliori fra questa miriade di pubblicazioni di storia locale e appoggiandosi ad una fonte inedita per gli studi italiani: la viva voce delle vittime civili. In queste pagine sono infatti per la prima volta utilizzate le carte dell’eccezionale archivio storico dell’Associazione nazionale vittime civili di guerra. Fra studi e fonti inedite, quindi, il volume compone un quadro nazionale organico e al tempo stesso articolato della guerra vista dalla parte dei civili, con una particolare attenzione alle diverse tipologie di vittime civili che quel conflitto creò.

Prezzo
€ 20.00

Collana
Studi e ricerche storico-militari

Pagine
253

Pubblicazione
Marzo 2020

Condividi su Facebook:

Il nervo della guerra III

IL NERVO DELLA GUERRA
Rapporti delle Militärkommandanturen e sottrazione nazista di risorse dall’Italia occupata (1943-1944) Tomo III

 

Autore
Nicola Labanca insegna Storia contemporanea all’Università di Siena. È Presidente del Centro Interuniversitario di Studi e Ricerche Storico-Militari.

Opera
Ma l’occupazione nazista della Penisola fra 1943 e 1945 non costò nulla all’Italia? Oltre al tragico bilancio di violenze e di lutti connesso alla guerra sul suolo nazionale, quell’occupazione tedesca non ebbe anche un pesante risvolto economico? In effetti i territori occupati dalle truppe del Terzo Reich, sui quali si era costituita la Repubblica sociale italiana, non rimasero indenni dalla sistematica e pesante opera di spoliazione e asportazione di risorse economiche locali, necessarie allo Stato nazista per continuare la propria guerra: un’opera di sottrazione di risorse che era stata già applicata a tutti i territori europei caduti sotto il tallone del Nuovo ordine europeo voluto da Hitler. Questo aspetto della storia del 1943-1945, sempre ricordato ma mai a sufficienza studiato, è al centro della presente imponente pubblicazione che contiene saggi di Laura Di Fabio, Silvia Inaudi, Nicola Labanca, Pierluigi Pironti e Alessandro Salvador e che raccoglie un’eccezionale documentazione di parte tedesca: le carte che dovevano servire proprio come strumento preparatorio di quell’opera di sottrazione e deportazione nazista di risorse italiane. Così, in queste pagine, per la prima volta messe a disposizione del lettore italiano, è possibile sfogliare le sezioni economiche dei periodici rapporti delle Militärkommandanturen tedesche. Questi enti, presenti in tutto il territorio occupato, dovevano fotografare la realtà italiana nel suo complesso e in particolare censire le risorse economiche del Paese. Anche grazie a questo censimento, poi, sarebbe stata effettuata la sottrazione di risorse italiane utili al Reich. Mai sino ad oggi raccolti tutti assieme, questi rapporti economici delle Militärkommandanturen tedesche per un verso documentano la vastità delle aspirazioni naziste e il dettaglio delle conoscenze dell’economia italiana, così come, per un altro verso, possono servire come una fondamentale fonte documentaria per scrivere la storia economica e sociale dell’Italia occupata fra 1943 e 1944. La pubblicazione è stata resa possibile dall’Associazione nazionale vittime civili di guerra e dal Fondo italo-tedesco per il Futuro.

Prezzo
€ 45.00

Collana
Studi e ricerche storico-militari

Pagine
725

Pubblicazione
Febbraio 2020

Condividi su Facebook:

Il nervo della guerra II

IL NERVO DELLA GUERRA
Rapporti delle Militärkommandanturen e sottrazione nazista di risorse dall’Italia occupata (1943-1944) Tomo II

Autore
Nicola Labanca insegna Storia contemporanea all’Università di Siena. È Presidente del Centro Interuniversitario di Studi e Ricerche Storico-Militari.

Opera
Ma l’occupazione nazista della Penisola fra 1943 e 1945 non costò nulla all’Italia? Oltre al tragico bilancio di violenze e di lutti connesso alla guerra sul suolo nazionale, quell’occupazione tedesca non ebbe anche un pesante risvolto economico? In effetti i territori occupati dalle truppe del Terzo Reich, sui quali si era costituita la Repubblica sociale italiana, non rimasero indenni dalla sistematica e pesante opera di spoliazione e asportazione di risorse economiche locali, necessarie allo Stato nazista per continuare la propria guerra: un’opera di sottrazione di risorse che era stata già applicata a tutti i territori europei caduti sotto il tallone del Nuovo ordine europeo voluto da Hitler. Questo aspetto della storia del 1943-1945, sempre ricordato ma mai a sufficienza studiato, è al centro della presente imponente pubblicazione che contiene saggi di Laura Di Fabio, Silvia Inaudi, Nicola Labanca, Pierluigi Pironti e Alessandro Salvador e che raccoglie un’eccezionale documentazione di parte tedesca: le carte che dovevano servire proprio come strumento preparatorio di quell’opera di sottrazione e deportazione nazista di risorse italiane. Così, in queste pagine, per la prima volta messe a disposizione del lettore italiano, è possibile sfogliare le sezioni economiche dei periodici rapporti delle Militärkommandanturen tedesche. Questi enti, presenti in tutto il territorio occupato, dovevano fotografare la realtà italiana nel suo complesso e in particolare censire le risorse economiche del Paese. Anche grazie a questo censimento, poi, sarebbe stata effettuata la sottrazione di risorse italiane utili al Reich. Mai sino ad oggi raccolti tutti assieme, questi rapporti economici delle Militärkommandanturen tedesche per un verso documentano la vastità delle aspirazioni naziste e il dettaglio delle conoscenze dell’economia italiana, così come, per un altro verso, possono servire come una fondamentale fonte documentaria per scrivere la storia economica e sociale dell’Italia occupata fra 1943 e 1944. La pubblicazione è stata resa possibile dall’Associazione nazionale vittime civili di guerra e dal Fondo italo-tedesco per il Futuro.

Prezzo
€ 45.00

Collana
Studi e ricerche storico-militari

Pagine
802

Pubblicazione
Febbraio 2020

Condividi su Facebook:

Il nervo della guerra I

IL NERVO DELLA GUERRA
Rapporti delle Militärkommandanturen e sottrazione nazista di risorse dall’Italia occupata (1943-1944) Tomo I  

Autore
Nicola Labanca insegna Storia contemporanea all’Università di Siena. È Presidente del Centro Interuniversitario di Studi e Ricerche Storico-Militari.

Opera
Ma l’occupazione nazista della Penisola fra 1943 e 1945 non costò nulla all’Italia? Oltre al tragico bilancio di violenze e di lutti connesso alla guerra sul suolo nazionale, quell’occupazione tedesca non ebbe anche un pesante risvolto economico? In effetti i territori occupati dalle truppe del Terzo Reich, sui quali si era costituita la Repubblica sociale italiana, non rimasero indenni dalla sistematica e pesante opera di spoliazione e asportazione di risorse economiche locali, necessarie allo Stato nazista per continuare la propria guerra: un’opera di sottrazione di risorse che era stata già applicata a tutti i territori europei caduti sotto il tallone del Nuovo ordine europeo voluto da Hitler. Questo aspetto della storia del 1943-1945, sempre ricordato ma mai a sufficienza studiato, è al centro della presente imponente pubblicazione che contiene saggi di Laura Di Fabio, Silvia Inaudi, Nicola Labanca, Pierluigi Pironti e Alessandro Salvador e che raccoglie un’eccezionale documentazione di parte tedesca: le carte che dovevano servire proprio come strumento preparatorio di quell’opera di sottrazione e deportazione nazista di risorse italiane. Così, in queste pagine, per la prima volta messe a disposizione del lettore italiano, è possibile sfogliare le sezioni economiche dei periodici rapporti delle Militärkommandanturen tedesche. Questi enti, presenti in tutto il territorio occupato, dovevano fotografare la realtà italiana nel suo complesso e in particolare censire le risorse economiche del Paese. Anche grazie a questo censimento, poi, sarebbe stata effettuata la sottrazione di risorse italiane utili al Reich. Mai sino ad oggi raccolti tutti assieme, questi rapporti economici delle Militärkommandanturen tedesche per un verso documentano la vastità delle aspirazioni naziste e il dettaglio delle conoscenze dell’economia italiana, così come, per un altro verso, possono servire come una fondamentale fonte documentaria per scrivere la storia economica e sociale dell’Italia occupata fra 1943 e 1944. La pubblicazione è stata resa possibile dall’Associazione nazionale vittime civili di guerra e dal Fondo italo-tedesco per il Futuro.

Prezzo
€ 45.00

Collana
Studi e ricerche storico-militari

Pagine
646

Pubblicazione
Febbraio 2020

Condividi su Facebook:

STUDI STORICI PER IL CENTENARIO DELL’ASSOCIAZIONE NAZIONALE ALPINI Volume III

STUDI STORICI PER IL CENTENARIO DELL’ASSOCIAZIONE NAZIONALE ALPINI Volume III  

Autore

Nicola Labanca insegna Storia contemporanea all’Università di Siena. È Presidente del Centro Interuniversitario di Studi e Ricerche Storico-Militari.

Opera

L’Associazione nazionale alpini fu fondata nel 1919, cento anni fa: un secolo di una storia non ordinaria. Oggi l’associazione conta alcune centinaia di migliaia di associati, promuove annuali manifestazioni di massa che occupano le prime pagine dei giornali, svolge – attraverso le migliaia di sezioni e gruppi disseminati nel Paese – un’attività varia, di memorie e di solidarietà, si distingue per capacità organizzative e realizzative in interventi di protezione civile. Ma come si è arrivati a questa realtà odierna? La sua storia in cosa assomiglia e in cosa si distingue da quelle delle altre associazioni d’arma, combattentistiche e di reduci? In questo terzo volume, di una serie di tre, interamente scritto da Filippo Masina, si indaga, con il mestiere dello storico, il ‘vincolo associativo’ che, dopo che essi hanno svolto il servizio militare in pace o in guerra, ha tenuto assieme tante centinaia di migliaia (e, nel corso della sua oramai secolare storia, milioni) di italiani – e, al giorno d’oggi, anche italiane – dentro appunto l’Associazione. Cosa li ha spinti ad associarsi? C’è, anche, in questo, una specifi cità ‘alpina’? Storia militare dei reparti, in pace e in guerra, e storia politica e sociale dell’Associazione hanno un legame? Filippo Masina, in una ricerca storica originale che si pone sulla scia dei precedenti due volumi di questa serie, offre una riposta a questi interrogativi.

Prezzo
€ 15.00

Collana
Studi e Ricerche storico-militari

Pagine
370

Pubblicazione
Aprile 2019

Condividi su Facebook:

Studi storici per il centenario dell’Associazione Nazionale Alpini Volume II

STUDI STORICI PER IL CENTENARIO DELL’ASSOCIAZIONE NAZIONALE ALPINI Volume II

 

Autore

Nicola Labanca insegna Storia contemporanea all’Università di Siena. È Presidente del Centro Interuniversitario di Studi e Ricerche Storico-Militari.

Opera
L’Associazione nazionale alpini fu fondata nel 1919, cento anni fa: un secolo di una storia non ordinaria. Oggi l’associazione conta alcune centinaia di migliaia di associati, promuove annuali manifestazioni di massa che occupano le prime pagine dei giornali, svolge – attraverso le migliaia di sezioni e gruppi disseminati nel Paese un’attività varia, di memorie e di solidarietà, si distingue per capacità organizzative e realizzative in interventi di protezione civile. Ma come si è arrivati a questa realtà odierna? La sua storia in cosa assomiglia e in cosa si distingue da quelle delle altre associazioni d’arma, combattentistiche e di reduci? In questo secondo volume, di una serie di tre, si mettono a fuoco tre aspetti assolutamente caratterizzanti lo sviluppo storico dell’Associazione: il suo impegno nel campo della solidarietà e della Protezione civile, lo sviluppo di una assai ampia stampa associativa, che collega i soci a livello locale e nazionale, il rapporto stretto – nel secondo dopoguerra – con i reparti militari alpini.

Prezzo:
€ 15.00
Pagine:
350
Collana:
Studi e ricerche storico-militari
Pubblicazione:
Aprile 2018

Rassegna Stampa
A Bologna il convegno del centro studi Sulle note (L’Alpino)

Condividi su Facebook:

Studi storici per il centenario dell’Associazione Nazionale Alpini Volume I

STUDI STORICI PER IL CENTENARIO DELL’ASSOCIAZIONE NAZIONALE ALPINI Volume I

 

Autore

Nicola Labanca insegna Storia contemporanea all’Università di Siena. È Presidente del Centro Interuniversitario di Studi e Ricerche Storico-Militari.

Opera
L’Associazione nazionale alpini fu fondata nel 1919, cento anni fa: un secolo di una storia non ordinaria. Oggi l’associazione conta alcune centinaia di migliaia di associati, promuove annuali manifestazioni di massa che occupano le prime pagine dei giornali, svolge – attraverso le migliaia di sezioni e gruppi disseminati nel Paese un’attività varia, di memorie e di solidarietà, si distingue per capacità organizzative e realizzative in interventi di protezione civile. Ma come si è arrivati a questa realtà odierna? La sua storia in cosa assomiglia e in cosa si distingue da quelle delle altre associazioni d’arma, combattentistiche e di reduci? In questo primo volume, di una serie di tre, si mettono a fuoco le tappe e i periodi fondamentali dello sviluppo storico dell’Associazione: la formazione nel primo dopoguerra liberale, la lunga fase del regime fascista, lo sviluppo e la trasformazione al tempo della Repubblica democratica.

Prezzo:
€ 15.00
Pagine:
345
Collana:
Studi e ricerche storico-militari
Pubblicazione:
Aprile 2018

Condividi su Facebook:

Fogli in uniforme

Fogli in uniforme
La stampa per i militari nell’Italia liberale

Curatore
Nicola Labanca insegna Storia contemporanea all’Università degli studi di Siena ed è Presidente del Centro interuniversitario di studi e ricerche storico-militari.

Opera
Al tempo dell’Italia liberale, fra l’Unità e la Grande guerra, i militari leggevano. Al di là della stampa più tecnica preparata dagli Stati maggiori, esisteva infatti una ricca pubblicistica periodica specificamente indirizzata agli ufficiali e ai sottufficiali dell’Esercito e della Marina. A scriverli erano militari in servizio o in pensione, ma anche civili sinceramente interessati e competenti in questioni belliche. Il fatto era che allora gli ufficiali erano parte integrante della classe dirigente nazionale e che un sistema politico liberale permetteva, ovviamente con qualche riserbo, un certo dibattito sulle questioni militari. Condizioni che il fascismo distrusse e che l’Italia repubblicana e democratica è sembrata disinteressata a ricreare. Per tali ragioni l’esperienza di quei ‘fogli in uniforme’ è stata dimenticata. Le loro collezioni, peraltro di assai difficile reperibilità, non sono state più studiate. Gli autori di questo volume invece finalmente analizzano questi giornali, ne spiegano la ricchezza come fonte e come specchio di una mentalità e di un intero periodo storico.

Prezzo:
€ 22

Pagine:
273

Collana:
Studi e Ricerche Storico-Militari

Pubblicazione:
Marzo 2016

Condividi su Facebook:

Guerra e disabilità.

Guerra e disabilità.
Mutilati e invalidi italiani e primo confl itto mondiale.

Autore:

Nicola Labanca insegna Storia contemporanea all’Università degli studi di Siena.
Opera:

L’enfasi retorica sulla guerra combattuta, sul conflitto vinto, persino sui morti in battaglia visti come vite sacrificate per il trionfo ha troppo spesso lasciato da parte molte altre storie: storie che pure ci dicono molto della guerra, dei suoi meccanismi e dei suoi fi ni. È successo così per chi dal conflitto è tornato, non morendoci, ma subendo irreversibili ed evidenti disabilità. Di questi combattenti, di questi cittadini, spesso ci si è dimenticati. La vicenda dei mutilati della prima guerra mondiale, tornati a casa dal fronte con il corpo o l’animo fortemente segnati, è una conferma di questa regola. Riutilizzati dopo il conflitto fino a che potevano essere utili per le più pesanti retoriche di guerra, i mutilati sono poi stati lasciati alle loro difficoltà, al dolore degli individui e delle loro famiglie, con alcuni sostegni ma al fondo senza quel supporto che pure la loro tragica esperienza aveva loro intitolato. Gli autori di questo volume ripercorrono la soggettività dei mutilati all’interno di una società postbellica che sembrava glorificarli ma di fatto li escludeva con i suoi pregiudizi e le sue prevenzioni.

Prezzo:
€ 30

Pagine:
275

Collana:
Studi e ricerche storico militari

Pubblicazione:
Novembre 2016

Condividi su Facebook: