Evoluzione e formazione nel pensiero di Teilhard de chardin

EVOLUZIONE E FORMAZIONE NEL PENSIERO DI TEILHARD DE CHARDIN
Lo specifico educativo

Autore

Anita Gramigna, insegna Pedagogia generale e Metodologia della ricerca presso l’Università di Ferrara. Nominata Ambasciatrice Europea della Cultura Scolastica e della Ricerca Educativa da Parte del Comitato Scientifico del CEINCE, è Professoressa Onoraria del Museo di Storia dell’Educazione dell’Università di Siviglia, della Facoltà di Educazione dell’Università di Salamanca, nonché della scuola di Storia dell’Università di San Carlos de Guatemala. Ha conseguito ben 11 nomine a visiting profesor da parte di prestigiose università straniere e collabora con numerose riviste scientifiche in Europa e in America. Conta circa 200 pubblicazioni. Fra gli ultimi volumi ricordiamo: Il Mondo degli IncantiUn’indagine di campo presso la tribù Yaqui del Sonora, (in collaborazione con Carlo Rosa), Roma, Aracne, 2016. Epistemologia della formazione e Metodologia della ricerca. Un’indagine presso la popolazione Maya Kaqchikel del Guatemala, in collaborazione con Yolanda estrada Ramos, Milano, Unicopli, 2016.

Opera
In questo testo cercherò di tracciare il senso formativo che connota l’avventura scientifica di Pierre Teilhard de Chardin. Si tratta, a mio avviso, di un itinerario educativo che si volge alla ricerca della verità radicale della vita e del suo senso profondo. Il pensiero di Teilhard ci offre la possibilità di interrogarci sul significato del sacro, sul senso esistenziale della trascendenza, sul ruolo formativo della spiritualità e ci può aiutare a interpretare con competenza non solo le contemporanee derive del terrorismo islamico o le grottesche pratiche delle varie sette, ma anche i movimenti e gli occultamenti della nostra interiorità. Il desiderio di senso che i nostri giovani cercano nello sballo, l’insofferenza nei confronti di un orizzonte di significati che si esaurisce nel contingente, forse possono trovare risposte o chiavi di lettura o strumenti educativi in una formazione spirituale che sappia parlare anche agli atei o a coloro che pensano di esserlo. Il libro tenta di percorrere questa strada.

Prezzo:
€ 12.00
Pagine:
122
Collana:
Leggereescrivere
Pubblicazione:
Gennaio 2018

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A Milano non fa freddo.

A Milano non fa freddo.

Autore
Giuseppe Marotta (Napoli 1902-1963), come spesso capita agli scrittori che godono dell’apprezzamento di un vasto pubblico, non ha beneficiato di un altrettanto solido sostegno da parte della critica, né da vivo né, tanto meno, dopo la morte. Autodidatta, si è imposto come scrittore grazie a L’oro di Napoli (1947). Marotta rappresenta l’archetipo dell’operatore culturale nella nascente società di massa: il suo è il profilo del letterato “multi-project”, diviso fra editoria e giornalismo, fra teatro, cinema e canzonette, fra elzeviro e romanzo. Fra vocazione artistica e necessità di un salario. Un poligrafo in grado di miscelare l’intrattenimento spassoso con acute verità e una rigorosa ricerca espressiva.

Curatore
Luca Daino è docente a contratto di Letteratura e cultura nell’Italia contemporanea presso l’Università degli Studi di Milano. Si occupa di letteratura italiana novecentesca: ha pubblicato una monografia su Franco Fortini (Unicopli, 2013) e saggi sulla poesia (R. Baldini, Quasimodo, Raboni, Risi) e sulla narrativa (Bianciardi, Buzzati, Celestini, Faletti, Giordano, Piccolo, Tadini, Testori). Collabora a «Tirature», l’annuario diretto da Vittorio Spinazzola.

Opera
Ventidue racconti riuniti in volume per la prima volta nel 1949, ambientati a Milano a cavallo della Seconda guerra mondiale, fra il 1927 e il 1948. Seguiamo le tracce di un immigrato napoletano, aspirante letterato, schietto alter ego dell’autore, trasferitosi al Nord in cerca di impiego nel mondo dell’editoria e del giornalismo. Anche in quel ventennio Milano sapeva essere fredda, anzi freddissima, metaforicamente e non. Ma il nostro protagonista, che pure deve affrontare svariate vicissitudini, prima fra tutte la miseria, osserva la città con occhi scanzonati e affettuosi, che indugiano sui particolari che rivelano gioie inattese. Il suo è lo sguardo fiducioso del lavoratore incantato dalla città del fare, che tante opportunità sa offrire. Per questo nella sua Milano “non fa freddo”. Il libro è un mix agrodolce di malinconia e divertimento, di raffinatezza e semplicità. È l’estremo atto d’amore rivolto da Marotta alla sua città d’adozione, prima che il turbinio del miracolo ne mutasse per sempre il volto. Uno dei più tardi omaggi al mito declinante della Milano “capitale morale” del lavoro.

Prezzo:
€ 18

Pagine:
260

Collana:
Leggereescrivere

Pubblicazione:
Ottobre 2016

Rassegna stampa:

La Repubblica/Milano (07-05-2017)

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Corrispondenze.

Corrispondenze.
Giovani, linguaggi digitali, pratiche educative.


Curatore
Daniel Boccacci docente a contratto al corso di laurea in Architettura all’Università degli studi di Parma nel 2014-2015, cultore della materia in Sociologia generale, insegna materie letterarie nella scuola secondaria. Ha curato il volume C’er@ una volta. Esperienze di scrittura multimediale (Battei, 2013) e diversi saggi, tra cui Scrittura e comunicazione nella scuola dell’era digitale, in F. Pagnotta (a cura di), Linguaggi in Rete. Conoscere, comprendere e comunicare nella Web society, pp. 298-307 (Le Monnier, 2015).

Opera
Questo volume è il frutto di una ricerca sul campo svolta tra il 2008 e il 2015 che è consistita nella raccolta di interviste orali in cinese a giornalisti freelance, redattori e studiosi di media in Cina. Dal corpus costituito dalle trascrizioni e dalle traduzioni in italiano di tali interviste nasce una selezione di testi presentati e commentati in questo volume con l’obiettivo di portare alla luce, da una parte, i riferimenti a problemi, temi e aspirazioni comuni di una comunità di discorso e, dall’altra, il ricorrere di espressioni, parole chiave, formule e metafore condivise. Gli elementi discorsivi e lessicali identificati rafforzano l’ipotesi del rinsaldarsi di un’identità professionale condivisa tra le diverse figure che operano nel settore dei media in Cina oggi. Un risultato che appare rilevante soprattutto perché tale identità professionale ha dovuto ridefinirsi negli ultimi decenni in seguito alle riforme che hanno investito i media cinesi e alla diffusione sempre più ampia di forme di collaborazione esterna dei giornalisti cinesi alle testate su cui scrivono.

Prezzo:
€ 18

Pagine:
260

Collana:
Leggereescrivere

Pubblicazione:
Ottobre 2016

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Epistemologia della formazione e metodologia della ricerca.

Epistemologia della formazione e metodologia della ricerca.
Un’indagine presso la popolazione Maya Kaqchikel del Guatemala.

Autori:

Anita Gramigna, è direttrice del Laboratorio di Epistemologia della Formazione presso l’Università di Ferrara, dove insegna Pedagogia Generale e Metodologia della Ricerca. Nel 2012 è stata nominata Ambasciatrice Europea della Cultura Scolastica nei suoi fini di promozione umana del diritto universale all’istruzione da parte del comitato scientifico del CEINCE (Centro Europeo Internazionale della cultura scolastica). Svolge importanti incarichi scientifici e didattici presso prestigiose università straniere dalle quali ha ricevuto ben dieci nomine a visiting professor. In questa collana ha pubblicato Neurobiologia dell’educazione, Milano, 2014.
Yolanda Estrada Ramos, è docente della Scuola di Storia dell’Università San Carlos del Guatemala dove è coordinatrice del Corso di Laurea in Insegnamento della Storia. È ricercatrice presso l’Istituto Universitario della Donna, presso la medesima università. Nel 2016 è stata visiting professor presso il Dipartimento di Studi Umanistici dell’Università degli Studi di Ferrara dove ha tenuto importanti conferenze sui temi trattati in questo libro.

Opera:

Nell’opera di Marx è possibile rinvenire non soltanto una teoria critica del lavoro salariato, ma anche un’implicita filosofia del lavoro, che sorregge e orienta la ricerca economica. Alla critica dell’economia politica fa contrappunto una costante interrogazione sul senso e sul fine del lavoro, sulla sua natura e dignità, sul rapporto che esso intrattiene con la necessità naturale, con la libertà umana e con la prassi storica. La ricostruzione di questa filosofia implicita mette alla prova le certezze accumulate e tramandate nei decenni dalla vulgata marxista, sottrae la riflessione marxiana all’idolatria del lavoro caratteristica dell’ideologia borghese e riconsegna al lavoro la funzione strumentale che gli è propria, subordinandolo a una sfera di senso ulteriore e assoluta, nella quale sono le attività intellettuali, affettive e relazionali a valere come fini in sé.

Prezzo:
€ 20

Pagine:
361

Collana:
Leggerescrivere

Pubblicazione:
Dicembre 2016

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