Lapponia

Lapponia
Antropologia e storia di un paesaggio

Autore
Gianluca Ligi insegna Antropologia Culturale e Antropologia Sociale all’Università di Venezia Ca’Foscari. Dal 1992 compie ricerche sul campo fra i Saami della Lapponia svedese. Si occupa di antropologia dello spazio e del paesaggio, categorie spazio temporali e antropologia del rischio. È autore di numerosi articoli scientifi ci e di volumi monografi ci fra i quali: I miti scandinavi della luce (Roma, Gangemi, 1998), La casa saami. Antropologia dello spazio domestico in Lapponia (Torino, Il Segnalibro, 2003), Antropologia dei disastri (Roma, Laterza, 2009), Il senso del tempo. Percezioni e rappresentazioni del tempo in antropologia culturale (Milano, Unicopli, 2011), Antropologia del rischio (Brescia, Il Grafo, 2014).Opera
Posta in gran parte al di sopra del Circolo polare artico, la Lapponia è un complesso paesaggio geografico, politico e letterario della Scandinavia settentrionale. Nel 1976 la Lapponia è stata dichiarata dall’Unesco patrimonio dell’umanità e il silenzio del suo orizzonte chiaro e senza fine, in cui il sole estivo non tramonta mai, è stato definito bene culturale. Con gli strumenti della ricerca antropologica il libro ricostruisce la storia della Lapponia dall’espansione delle comunità vichinghe alla riorganizzazione dei territori nativi con la formazione degli stati territoriali, dalla predicazione missionaria all’apertura delle grandi miniere, dalla pastorizia mobile di renne alla sedentarizzazione della popolazione indigena dei Saami. Il volume mostra che l’ambiente naturale diventa paesaggio quando lo si studia come prodotto storico. Analizzando i motivi, gli stili, le metafore, le simbologie del buio e della luce, i luoghi comuni sulla mitezza degli abitanti e sul profondo Nord, il volume esplora quell’insieme di forme e di atteggiamenti dell’immaginario che svolgono un ruolo essenziale nella costruzione del senso dei luoghi.

Prezzo:
€ 18

Pagine:
280

Collana:
Early Modern

Pubblicazione:
Marzo 2016

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Sul filo dei segreti.

Sul filo dei segreti.
Farmacopea, libri e pratiche terapeutiche a Venezia in età moderna.

Autore
Sabrina Minuzzi si occupa di storia del libro ed è autrice de Il secolo di carta. Antonio Bosio artigiano di testi e immagini nella Venezia del Seicento (Milano, FrancoAngeli, 2009). Negli ultimi anni si è interessata in particolare alla storia della produzione, circolazione e fruizione del libro medicoscientifico nel contesto della storia sociale della medicina. Attualmente è parte del team di ricerca del 15cBOOKTRADE Project per la Facoltà di Medieval and Modern Languages di Oxford (15cbooktrade.ox.ac.uk).
Opera
Si può veramente dire che nell’Europa della prima età moderna fossero tutti pazzi per i segreti, dai principi fino ai ceti più popolari. E Venezia da metà Cinquecento fino alla sua caduta (1797) diede un notevole contributo a questo clima di entusiasmo generale. Mentre nelle piazze i ciarlatani millantavano l’efficacia di preparati dai nomi altisonanti ma ben poco originali, molti ‘particolari’, al riparo delle proprie mura domestiche leggevano libri di farmacopea e facevano sperimentazioni con alambicchi e fiale per inventare rimedi che le autorità sanitarie pretendevano fossero originali rispetto alla farmacopea ufficiale. Attingendo a fonti biografi che, notarili e inventari post mortem il saggio ricostruisce le vicende di persone e di libri che si intrecciarono Sul filo dei segreti, laddove Venezia è il punto di partenza e il termine di confronto per quanto accadeva nel resto d’Europa. È una storia di circolazione delle conoscenze che mostra come la farmacopea ufficiale si arricchì anche grazie all’apporto dal ‘basso’, e di quanto le pratiche chimiche fossero diffuse a dispetto di un’ufficialità che opponeva fiera resistenza alla chimica.

Prezzo:
€ 25

Pagine:
351

Collana:
Early Modern

Pubblicazione:
Luglio 2016

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