Un ambiguo sodalizio

UN AMBIGUO SODALIZIO
Percorsi di musica e storia religiosa nella prima età moderna  

Autore

Manuel Bertolini è dottore in storia moderna. Ha svolto ricerche presso le Università di Ginevra e Verona ed è redattore della rivista “Bruniana & Campanelliana. Ricerche fi losofi che e materiali storico-testuali”. Si occupa di storia culturale del Rinascimento, con particolare riguardo alla musica e alle teorie sulle emozioni. I suoi studi sono pubblicati, fra l’altro, in “Bruniana & Campanelliana”; “Rivista di storia e letteratura religiosa”; “Rivista storica italiana”; “Società e storia”.

Opera

Sin dall’antichità alla musica è riconosciuto un potere in grado di alterare gli affetti dell’ascoltatore. Le implicazioni morali di questa concezione tornano d’attualità con la Riforma protestante, che ridiscute criticamente l’apporto dei sensi alla devozione. La parola cantata è inevitabilmente portatrice di suoni che ricadono, come ogni atto umano, nel sistema bipartito tra merito e colpa. Fino a che punto, allora, si può ricorrere per finalità spirituali alle risorse di un’arte dallo statuto espressivo ambiguo come la musica? A partire da questo interrogativo si articolano le differenti strategie di regolamentazione del paesaggio sonoro cinquecentesco messe in atto da cattolici e protestanti. Attraverso una prospettiva d’indagine interdisciplinare, questo studio vuole riflettere sul sodalizio ambiguo fra musica e devozione e ricostruire le modalità attraverso le quali l’esperienza sonora viene vissuta, promossa e repressa nell’Europa della prima modernità.

Prezzo
€ 13.00

Collana
Early modern

Pagine
135

Pubblicazione
Settembre 2019

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Essere altrove

ESSERE ALTROVE
Diaspora e immagini nella Venezia dei Carmini

Autore

Francesco Trentini (Rovereto 1978) è stato tra l’altro ricercatore presso la Fondazione Giorgio Cini dal 2005 al 2011, assegnista presso il Dipartimento di studi umanistici dell’Università di Venezia-Ca’ Foscari dal 2012 al 2015, poi coordinatore entro il progetto GarzoniApprenticeshipWork and Society coordinato dalle università di Lille 3, Rouen, Lausanne e Ca’ Foscari. La sua ricerca gravita su questioni d’iconologia contestuale nella pittura veneta del Cinquecento, integrazione tra le arti in campo religioso, nicodemismo iconografico nell’Età delle riforme e cultura visuale nell’ebraismo cristiano del Rinascimento.

Opera

La memoria delle origini è fondamentale per il radicamento di qualsiasi gruppo umano. Ma, quando il filo fra passato e presente si spezza, si aprono due vie: una progressiva perdita di memoria oppure l’elaborazione simbolica dell’origine perduta. Questa fu la scelta di fronte a cui si trovarono i Carmelitani giunti a Venezia nel secondo Duecento; nati in Palestina come piccola comunità spontanea d’eremiti, aggrappati al potenziale simbolico della loro sede – il Monte Carmelo – furono spinti dall’avanzata araba a migrare, affrontando così le difficoltà dell’inserimento in un contesto nuovo. Seguendoli sul filo della memoria e del simbolo nasce quest’indagine sulla forza delle immagini, ma anche dell’architettura e della produzione libraria, nell’elaborazione d’una condizione di diaspora e nel radicamento d’un soggetto umano entro un ambiente nuovo. Essere altrove è però anche una riflessione sulla forza della produzione artistica sacra, dove spazio di culto e arte sono considerati essenzialmente per il loro statuto d’incontro-scontro tra uomini, fondamentali per l’elaborazione di nuovi equilibri grazie alla creazione di nuovi simboli. A mediare la relazione con le componenti laiche della società troveremo gli artisti — Cima da Conegliano, Lorenzo Lotto, Andrea Schiavone, Pietro Liberi. Tre secoli della vita veneziana d’un gruppo religioso che fece dello status di diaspora un fattore potentemente identitario.

Prezzo
€ 29.00

Collana
Early modern

Pagine
470

Pubblicazione
Settembre 2019

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Tiziano spirituale

Tiziano spirituale
La Trinità per Carlo V tra i venti della Riforma  

Autore

Isabella Munari nasce a Cittadella (Padova) nel 1985. Si laurea in Didattica dell’arte all’Accademia di Belle Arti di Venezia e si specializza in Storia dell’arte moderna all’Università di Venezia-Ca’ Foscari. Porta a termine gli studi durante l’incarico come tutor di italiano al Bard College di New York e si dedica poi a diverse attività culturali. Nel 2017 consegue il titolo di Doctor Europaeus presso l’Università degli studi di Udine con un progetto i cui risultati sono alla base di questa sua prima monografia. Vive e lavora a Madrid come insegnante free lance di lingua, arte e cultura italiana.

Opera

Malo me siento. Con queste parole il cinquattottenne imperatore Carlo V, ritiratosi nel monastero di Yuste dopo l’abdicazione, iniziava il suo ultimo viaggio, il 31 agosto 1558. Fino alla fine, il quadro su cui s’era più a lungo concentrato era stato quello che oggi chiamiamo Trinità (o Gloria, Museo del Prado di Madrid), fatto commissionare a Tiziano tramite l’ambasciatore imperiale Francisco Vargas fin dal 1551. Cosa vedeva di così importante, in quell’opera, il vecchio monarca? A lungo la critica ha creduto di poterla definire un manifesto visivo della Controriforma — anche se la Controriforma sarebbe iniziata solo parecchi anni dopo. Questo poderoso studio consente invece di definire il dipinto come l’ultima icona del progetto d’una Monarchia universale, fondata sulla profezia della terza e ultima età dello Spirito — era di pace della cristianità prima del Giudizio Finale — risalente a Gioacchino da Fiore e ripresa dal gran cancelliere Mercurino da Gattinara fin dal 1516 come orizzonte ideologico nei primi anni di regno del giovane imperatore.

 

Prezzo
€ 29.00

Collana
Early Modern

Pagine
302

Pubblicazione
Marzo 2019

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L’altro che danza

L’altro che danza
Il villano, il selvaggio, la strega nell’immaginario della prima età moderna  

Autore

Alessandro Arcangeli insegna storia moderna all’Università di Verona. Si occupa di storia culturale, anche dal punto di vista metodologico, storiografico e organizzativo (partecipando all’attività di associazioni scientifiche). Ha dedicato precedenti monografie al dibattito sulla danza (Davide o Salomè?, 2000) e al concetto di divertimento (Recreation in the Renaissance, 2003; Passatempi rinascimentali, 2004) nella prima età moderna, come pure alla storia culturale in quanto genere di studi (Che cos’è la storia culturale, 2007; Cultural HistoryA Concise Introduction, 2012).

Opera

Balla il villano, balla il selvaggio, balla la strega (certo, non solo loro): ma come ballano? E il fatto di danzare è un elemento caratteristico, distintivo di queste tre figure dell’immaginario europeo in un’epoca di cambiamenti demografici, scoperte e persecuzioni? E incide anche sull’idea di danza che circola nella prima età moderna? Quali premesse e tradizioni culturali influenzavano la maniera in cui gli europei costruiscono questi stereotipi, le modalità in cui si rapportavano con tali soggetti sociali (dato che contadini, nativi e praticanti d’arti magiche esistevano anche al di fuori della sfera delle rappresentazioni)? Questo saggio prova a indagarlo.

Prezzo
€ 13.00
Pagine
140
Collana
Early Modern
Pubblicazione
Maggio 2018
Rassegna stampa
Recensione di Umberto Cecchinato

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Università e professioni in Italia da fine Seicento all’età napoleonica

Università e professioni in Italia da fine Seicento all’età napoleonica

 

Autore

Elena Brambilla è stata una storica italiana. Si è specializzata in Storia moderna laureandosi nel 1967 e lavorando prima come assistente poi come docente presso la Facoltà di Lettere e Filosofi a dell’Università degli Studi di Milano, a partire dal 1983. Ha coordinato il Diploma universitario italo-francese di biennio specialistico in Storia moderna e ha fatto parte dei comitati direttivi della Società delle storiche italiane e della SISDE (Società italiana di studi sul secolo XVIII). In particolare si è dedicata alla storia dell’università, della medicina e della scienza, ai rapporti tra Stato e Chiesa, alla storia delle donne e all’identità di genere. È autrice di varie monografi e e di numerose pubblicazioni su riviste storiche, tra le quali la “Rivista storica italiana”, a “Rivista di storia della Chiesa in Italia” e “Società e storia”.

Opera

Si è assistito negli ultimi decenni a un moltiplicarsi di studi sulle professioni liberali, che è stato il prodotto, anzitutto, dalla fortuna storiografica del tema delle «borghesie dell’Ottocento»: un plurale che voleva sottolineare la varietà di profili e vocazioni di una borghesia da ristudiare secondo le griglie dell’analisi sociologica sui ceti medi, abbandonando l’univoca identificazione tra borghesia e sviluppo del capitalismo industriale. In un quadro ampiamente ispirato a criteri comparativi, il tema ha dato origine a importanti contributi anche alla storia delle università e delle professioni. La ricchezza di pubblicazioni, convegni e seminari su questi temi, il crescente coordinamento tra i centri di ricerca e l’avvio di nuove riviste suggeriscono che possa esser utile volgersi indietro, per vedere se dagli studi sull’Ottocento vengano spunti interpretativi e comparativi utili a inquadrare gli studi sulla storia delle università e delle professioni nel periodo precedente, dalle riforme illuminate all’età napoleonica; e inversamente, se dalla prospettiva settecentesca emergano problemi aperti e questioni di raccordo coi temi delle «borghesie colte» dell’Ottocento.

Prezzo:
€ 25.00
Pagine:
645
Collana:
Early Modern
Pubblicazione:
Aprile 2018

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Allstedt 1523

ALLSTEDT 1523.
MüNTZER NEI GIORNI DELLA RIFORMA

 

Autore
Nato a Fiesole nel 1984, Christopher Martinuzzi si è laureato in scienze storiche presso l’Università degli studi di Firenze e ha conseguito il diploma di perfezionamento in discipline storiche presso la Scuola normale superiore di Pisa. Attualmente sta completando un post-dottorato presso la University of North Carolina – Charlotte, dove insegna storia del Rinascimento e della Riforma. Questa à la sua prima monografia.

Opera
Per secoli, e soprattutto negli ultimi due, la fi gura di Thomas Müntzer è stata appiattita sui pochi mesi finali della sua attività, culminati nella tragedia di Frankenhausen. In base alla rinascita di studi degli ultimi vent’anni e soprattutto all’edizione dell’epistolario, grazie a cui prendono corpo davanti ai nostri occhi la società, le istituzioni, i poteri della piccola Allstedt, da cui Müntzer tentò di contendere a Lutero il favore dei principi della Sassonia ernestina, è ora possibile disegnare ben altro ritratto del Riformatore e della sua complessa visione religiosa e civile, dall’ispirazionismo mistico di fondo alla riforma liturgica, alla concezione dei sacramenti, alla critica ai princìpi luterani della sola fede e sola Scrittura, alle posizioni verso l’autorità secolare, alla forte accentuazione del concetto di patto. Fanatico sanguinario, falso profeta, estremista apocalittico, capo della rivoluzione contadina, precursore quasi ateo del moderno razionalismo e perfino del comunismo novecentesco: quante cose si sono volute vedere in Thomas Müntzer! Cerchiamo di vederci solo quello che c’è.
Prezzo:
€ 17.00
Pagine:
233
Collana:
Early Modern
Pubblicazione:
Novembre 2017
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Lapponia

Lapponia
Antropologia e storia di un paesaggio

Autore
Gianluca Ligi insegna Antropologia Culturale e Antropologia Sociale all’Università di Venezia Ca’Foscari. Dal 1992 compie ricerche sul campo fra i Saami della Lapponia svedese. Si occupa di antropologia dello spazio e del paesaggio, categorie spazio temporali e antropologia del rischio. È autore di numerosi articoli scientifi ci e di volumi monografi ci fra i quali: I miti scandinavi della luce (Roma, Gangemi, 1998), La casa saami. Antropologia dello spazio domestico in Lapponia (Torino, Il Segnalibro, 2003), Antropologia dei disastri (Roma, Laterza, 2009), Il senso del tempo. Percezioni e rappresentazioni del tempo in antropologia culturale (Milano, Unicopli, 2011), Antropologia del rischio (Brescia, Il Grafo, 2014).Opera
Posta in gran parte al di sopra del Circolo polare artico, la Lapponia è un complesso paesaggio geografico, politico e letterario della Scandinavia settentrionale. Nel 1976 la Lapponia è stata dichiarata dall’Unesco patrimonio dell’umanità e il silenzio del suo orizzonte chiaro e senza fine, in cui il sole estivo non tramonta mai, è stato definito bene culturale. Con gli strumenti della ricerca antropologica il libro ricostruisce la storia della Lapponia dall’espansione delle comunità vichinghe alla riorganizzazione dei territori nativi con la formazione degli stati territoriali, dalla predicazione missionaria all’apertura delle grandi miniere, dalla pastorizia mobile di renne alla sedentarizzazione della popolazione indigena dei Saami. Il volume mostra che l’ambiente naturale diventa paesaggio quando lo si studia come prodotto storico. Analizzando i motivi, gli stili, le metafore, le simbologie del buio e della luce, i luoghi comuni sulla mitezza degli abitanti e sul profondo Nord, il volume esplora quell’insieme di forme e di atteggiamenti dell’immaginario che svolgono un ruolo essenziale nella costruzione del senso dei luoghi.

Prezzo:
€ 18

Pagine:
280

Collana:
Early Modern

Pubblicazione:
Marzo 2016

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Sul filo dei segreti.

Sul filo dei segreti.
Farmacopea, libri e pratiche terapeutiche a Venezia in età moderna.

Autore
Sabrina Minuzzi si occupa di storia del libro ed è autrice de Il secolo di carta. Antonio Bosio artigiano di testi e immagini nella Venezia del Seicento (Milano, FrancoAngeli, 2009). Negli ultimi anni si è interessata in particolare alla storia della produzione, circolazione e fruizione del libro medicoscientifico nel contesto della storia sociale della medicina. Attualmente è parte del team di ricerca del 15cBOOKTRADE Project per la Facoltà di Medieval and Modern Languages di Oxford (15cbooktrade.ox.ac.uk).
Opera
Si può veramente dire che nell’Europa della prima età moderna fossero tutti pazzi per i segreti, dai principi fino ai ceti più popolari. E Venezia da metà Cinquecento fino alla sua caduta (1797) diede un notevole contributo a questo clima di entusiasmo generale. Mentre nelle piazze i ciarlatani millantavano l’efficacia di preparati dai nomi altisonanti ma ben poco originali, molti ‘particolari’, al riparo delle proprie mura domestiche leggevano libri di farmacopea e facevano sperimentazioni con alambicchi e fiale per inventare rimedi che le autorità sanitarie pretendevano fossero originali rispetto alla farmacopea ufficiale. Attingendo a fonti biografi che, notarili e inventari post mortem il saggio ricostruisce le vicende di persone e di libri che si intrecciarono Sul filo dei segreti, laddove Venezia è il punto di partenza e il termine di confronto per quanto accadeva nel resto d’Europa. È una storia di circolazione delle conoscenze che mostra come la farmacopea ufficiale si arricchì anche grazie all’apporto dal ‘basso’, e di quanto le pratiche chimiche fossero diffuse a dispetto di un’ufficialità che opponeva fiera resistenza alla chimica.

Prezzo:
€ 25

Pagine:
351

Collana:
Early Modern

Pubblicazione:
Luglio 2016

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