La questione della sostanza nella filosofia contemporanea

La questione della sostanza nella filosofia contemporanea

Autore
Annabella D’Atri è docente di Storia della filosofia contemporanea nell’Università della Calabria. I suoi studi si sono inizialmente concentrati sul neokantiano Ernst Cassirer, sia come storico della filosofia, che come teorico delle forme simboliche in dialogo con le filosofie più rappresentative della prima metà del Novecento. Una sua storia del concetto di tecnica è stata pubblicata nel 2008 dalla BUR con il titolo Vita e artificio. Nel 2012 ha tradotto e commentato le opere del filosofo analitico australiano D. M. Armstrong, raccogliendole in un unico volume dal titolo Ritorno alla Metafisica per la collana della Bompiani ‘Il pensiero Occidentale’.

Opera
Il volume è dedicato all’analisi delle discussioni intorno al concetto di sostanza che si sono sviluppate nella filosofia contemporanea, in particolare nell’ambito della tradizione analitica, dove risultano ancora vive. Tracce della dottrina originaria di Aristotele si ritrovano infatti sia in pensatori apparentemente anti-aristotelici, come Russell e Quine, sia in autori, più recenti, che si dichiarano apertamente aristotelici, come Wiggins e Lowe. Se non deve trascurarsi l’influenza sulla filosofia analitica contemporanea delle critiche moderne al concetto di sostanza avanzate dagli empiristi inglesi, il luogo teorico di ‘svolta’ anche per la concezione della categoria di sostanza è la Critica della ragion pura di Kant. È proprio a partire da una sua rilettura che Ernst Cassirer propone di sussumere il concetto di sostanza sotto il concetto di funzione, ritenuto strumento teorico più adeguato a comprendere i mutamenti di paradigma intercorsi nel Novecento nelle diverse scienze.

Prezzo:
€ 15
Pagine:
205
Collana:
Biblioteca di cultura filosofica
Pubblicazione:
Gennaio 2016
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Il sommo bene di Kant

Il sommo bene di Kant

Curatore
Eva Oggionni ha conseguito il Dottorato di ricerca in Filosofia presso l’Università degli Studi di Milano. Ha studiato a Milano, Heidelberg e Tübingen. È stata Assegnista di ricerca presso l’Università degli Studi di Milano, ora è borsista DAAD presso l’Università di Siegen. Le sue pubblicazioni riguardano l’etica di Kant, le fonti kantiane, la filosofia dell’attore tedesca moderna e contemporanea, l’etica di Tugendhat.Opera
La dottrina del sommo bene rappresenta la pietra angolare dell’etica di Kant oppure semplicemente un suo fregio? Innegabilmente solleva diversi problemi teorici, dei quali il saggio introduttivo sviluppa una ipotesi di soluzione. I due testi tradotti (Carl Philipp Conz, Sulla morale cristiana posta a confronto con quella stoica e kantiana e Wilhelm Traugott Krug, Breve comparazione delle sentenze di Zenone e di Epicuro con la dottrina kantiana sul sommo bene, rispettivamente pubblicati nel 1794 e nel 1800) offrono al lettore una testimonianza della primissima ricezione accademica e teologica della teoria kantiana del sommo bene, affrontando i principali nodi teorici della tematica attraverso il confronto, inaugurato da Kant e perseguito in seguito da un ingente numero di commentatori, con le etiche stoica, epicurea e cristiana.

Prezzo:
€ 10

Pagine:
90

Collana:
Biblioteca di cultura filosofica

Pubblicazione:
Marzo 2016

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Al risveglio dal sogno.

Al risveglio dal sogno.
La pratica della dimostrazione automatica.

Autore
Miriam Franchella (Milano 1965) è Professore associato di Logica e Filosofia della Scienza all’Università degli Studi di Milano. È autrice, oltre che di numerosi articoli e saggi, di svariate monografie di storia e filosofia della logica del Novecento (Il terzo escluso: genesi e critiche di un principio; L.E.J. Brouwer pensatore eterodosso; Come l’amor platonico; Con gli occhi negli occhi di Brouwer; A rigor di logica; Con permesso: forma, norma e libertà). Per Unicopli ha pubblicato nel 2014 il volume La logica del gregge: Brouwer e Nietzsche a confronto.

Opera
Il XX secolo ha segnato la fine del sogno leibniziano di elaborare un grande sistema assiomatico che permettesse di risolvere ogni disputa, in qualunque ramo del sapere, attraverso un semplice calcolo. Il teorema d’indecidibilità di Church, infatti, ha stabilito che non è possibile progettare un algoritmo che stabilisca, per qualunque formula del linguaggio predicativo del primo ordine con l’identità, se essa sia una verità logica oppure no. A fronte di questo risultato, si è aperta una nuova area di ricerca, quella dell’automated reasoning, che, stimolata anche da esigenze di tipo pratico (quali la verifica di protocolli), lavora per capire ed ampliare quanto si riesce a dimostrare attraverso i calcoli, facendo interagire varie euristiche. La mancanza di testi costituisce un ostacolo alla diffusione delle conoscenze relative a questa area di ricerca, limitandone la potenziale fruttuosità. Il presente volume si propone di colmare tale lacuna per quanto riguarda il dimostratore “Z3”, ricco strumento disponibile gratuitamente in rete.

Prezzo:
€ 17

Pagine:
180

Collana:
Biblioteca di cultura filosofica

Pubblicazione:
Ottobre 2016

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La filosofia di Pietro Martinetti.

La filosofia di Pietro Martinetti.

Autore
Emilio Agazzi (Genova 1921-Pavia 1991) fu docente di Filosofia della religione e successivamente di Filosofia della storia presso l’Università degli Studi di Milano dal 1965 al 1990. Studioso di Croce (Il giovane Croce e il marxismo, Einaudi, Torino 1962) e di Kant (La filosofia della storia e della politica nel pensiero di Emanuele Kant, Mimesis, Milano 2012), dedicò molti anni alla cura degli inediti di Piero Martinetti (Piero Martinetti, Scritti di metafisica e di filosofia della religione, Edizioni di Comunità, Milano 1976, 2 voll.). Intellettuale impegnato, fu tra i protagonisti del rinnovamento del marxismo italiano, negli anni Cinquanta e Sessanta, intervenendo con articoli su riviste dell’area socialista (“Mondo Operaio, Quarto Stato, Passato e presente”, Rivista storica del socialismo). A lui gli allievi dedicarono un volume commemorativo ostumo: L’impegno della ragione. Per Emilio Agazzi, a cura di M. Cingoli, M. Calloni, A. Ferraro, Edizioni Unicopli, Milano, 1994).

Curatori
Sandro Mancini è professore Ordinario di Filosofia Morale presso l’Università di Palermo;
Amedeo Vigorelli è professore Associato di Filosofia Morale presso l’Università degli Studi di Milano;
Marzio Zanantoni è studioso della cultura italiana tra Otto e Novecento.

Opera
Si pubblica qui la tesi di laurea di Emilio Agazzi, discussa presso l’Università di Genova nel 1945, avendo come relatore Michele Federico Sciacca (1908–1975). Non si tratta di un lavoro giovanile occasionale, ma di una monografia compiuta e originale: la prima ricostruzione organica del pensiero di Martinetti, a pochi mesi dalla scomparsa del filosofo canavesano (1943). Il lavoro di Agazzi, che avrebbe certamente meritato di essere conosciuto in vita, si segnala per la fedeltà filologica ai testi martinettiani (all’epoca di non facile reperimento) e per la maturità del giudizio critico. Quella di Agazzi è una ricostruzione polemica specialmente nei confronti del neoidealismo italiano e del pensiero cattolico, che o ignorò, o travisò strumentalmente, l’opera di Martinetti. Agazzi rivaluta soprattutto il contributo di Martinetti alla storiografia filosofica, all’epoca negletto. In anni di rinascita martinettiana, questo contributo di Agazzi si segnala come un saggio anticipatore e ancora attuale.

Prezzo:
€ 25

Pagine:
530

Collana:
Biblioteca di cultura filosofica

Pubblicazione:
Ottobre 2016

 

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Il senso dello strumento.

Il senso dello strumento.
Lavoro e vita nel pensiero di Karl Marx .

Autore:

Matteo Edoardo Cucchiani si è laureato in Filosofia presso l’Università degli Studi di Milano e ha conseguito il dottorato di ricerca in Filosofia e storia della filosofia presso l’Università degli Studi del Piemonte Orientale. Nel corso della sua ricerca si è occupato di filosofia politica, di filosofia classica tedesca e di autori e correnti del pensiero novecentesco (marxismo, scuola di Francoforte, Foucault). Insegna filosofia e storia al Liceo Vittorio Veneto di Milano.

Opera:

Nell’opera di Marx è possibile rinvenire non soltanto una teoria critica del lavoro salariato, ma anche un’implicita filosofia del lavoro, che sorregge e orienta la ricerca economica. Alla critica dell’economia politica fa contrappunto una costante interrogazione sul senso e sul fine del lavoro, sulla sua natura e dignità, sul rapporto che esso intrattiene con la necessità naturale, con la libertà umana e con la prassi storica. La ricostruzione di questa filosofia implicita mette alla prova le certezze accumulate e tramandate nei decenni dalla vulgata marxista, sottrae la riflessione marxiana all’idolatria del lavoro caratteristica dell’ideologia borghese e riconsegna al lavoro la funzione strumentale che gli è propria, subordinandolo a una sfera di senso ulteriore e assoluta, nella quale sono le attività intellettuali, affettive e relazionali a valere come fini in sé.

Prezzo:
€ 20

Pagine:
361

Collana:
Biblioteca di cultura filosofica – 47

Pubblicazione:
Novembre 2016

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