TEDESCHI COMUNI

TEDESCHI COMUNI

La non conformità quotidiana alla politica nazista

Autori
Ilaria Aloisi si è laureata nel 2002 presso la Facoltà di Scienze Politiche dell’Università degli Studi di Siena con una tesi sulle forme blande di resistenza al regime nazista. In seguito, in accordo con il Prof. Paul R. Corner è scaturita l’idea di tornare presso l’Institut für Zeitgeschichte di Monaco di Baviera per continuare ricerche e approfondimenti in vista della pubblicazione del presente volume. Attualmente l’autrice vive e lavora a Roma.
Opera
Il testo esamina alcuni aspetti della vita quotidiana del periodo nazista. In particolare, gli argomenti trattati hanno origine da alcune testimonianze, per la gran parte inedite, reperite nell’archivio dell’Istituto di Storia contemporanea di Monaco di Baviera. L’intento è quello di fornire una risposta, seppure limitata, ad alcuni dei quesiti che hanno caratterizzato l’indagine storica fin dall’immediato dopoguerra e che riguardano il grado di consapevolezza e di responsabilità del popolo tedesco in merito ai crimini commessi dalla dittatura hitleriana. In altre parole, a fronte di una distinzione, spesso troppo netta, operata tra buoni e cattivi, si è cercato, in maniera obiettiva, di dare risalto a forme di estraneità al regime, senza peraltro distorcerne il peso.
Prezzo:
€ 18
Pagine:
223
Collana:
Giugno 2017
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La grande retrovia in territorio nemico

LA GRANDE RETROVIA IN TERRITORIO NEMICO

Bologna e la sua provincia nella Grande Guerra (1914-1918)

Autori

Fabio Degli Esposti (Bologna, 1965) è ricercatore di storia contemporanea all’Università di Modena e Reggio Emilia. Ha pubblicato numerosi saggi su temi di storia economica e sociale italiana ed europea fra Otto e Novecento, dedicati soprattutto al rapporto fra istituzioni militari e sviluppo economico. Da anni si occupa del primo conflitto mondiale con particolare riguardo agli aspetti della vita politica, economica e culturale delle società belligeranti.

Opera
La prima guerra mondiale è generalmente considerata la prima guerra totale della storia. Alle sofferenze dei soldati al fronte corrispose un’intensa mobilitazione delle società civili: riorganizzazione dei sistemi economici, razionamento delle risorse alimentari, severa limitazione delle libertà. Questo volume studia le profonde trasformazioni avvenute in Italia in quegli anni cruciali scegliendo come punto di osservazione la provincia di Bologna. Il governo dichiarò il capoluogo emiliano e il suo territorio “zona di guerra” fin dal 24 maggio 1915: si volle così stroncare ogni eventuale opposizione del movimento socialista, che qui era fortissimo, alla mobilitazione dell’esercito. Con il prolungarsi della guerra la “provincia rossa” emerse sempre più come “grande retrovia” di cruciale importanza strategica per lo sforzo bellico e la decisione di mantenere un regime eccezionale venne confermata. Studiare la guerra a Bologna diventa così studiare la guerra in Italia e, per molti aspetti, in Europa.
Prezzo:
€ 25
Pagine:
789
Collana:
Aprile 2017
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La psichiatria di guerra

La psichiatria di guerra
Dal fascismo alla seconda guerra mondiale

Autore
Paolo Giovannini (Lugo, 1956) insegna Storia contemporanea all’Università degli studi di Camerino. Studioso di storia della psichiatria e delle istituzioni manicomiali, del movimento cattolico e del fascismo italiani, di recente ha pubblicato La prima democrazia cristiana. Progetto politico e impegno culturale (Edizioni Unicopli, Milano 2014).

Opera
Affermatasi nell’incandescente fucina della prima guerra mondiale, la nuova specialità della psichiatria di guerra consegna alla seconda un ampio e articolato bagaglio di acquisizioni e di pratiche, continuando poi a recitare un ruolo di primo piano nei conflitti della seconda metà del XX secolo e oltre. Il libro, con un taglio specificatamente di storia della psichiatria, affronta l’analisi dei rapporti della scienza neuropsichiatrica italiana con la seconda guerra mondiale (a partire da alcune premesse del periodo fascista), soprattutto attraverso la letteratura sull’argomento pubblicata dalle riviste del settore, muovendosi nel solco tracciato dalla storiografia sulla guerra moderna degli ultimi decenni. I protagonisti sono gli psichiatri e i neurologi, con le loro storie personali, approcci teorici e ricerche, nel quadro dell’evoluzione della loro scienza e del loro modo di porsi di fronte all’esperienza dei combattenti, dei prigionieri, dei reduci e della popolazione civile, mentre un capitolo a parte è dedicato alle tragiche vicissitudini degli ospedali psichiatrici in questi anni.

Prezzo:
€ 13
Pagine:
165
Collana:
Biblioteca di storia contemporanea
Pubblicazione:
Gennaio 2016
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Antifascismo, volontariato e guerra civile in Spagna

Antifascismo, volontariato e guerra civile in Spagna

La Sezione Italiana della Colonna Ascaso

Autore
Enrico Acciai (Firenze, 1980), dottore di ricerca in Storia Contemporanea presso l’Università degli studi della Tuscia, è stato ricercatore post-doc presso l’Universidad de Cantabria e visiting fellow presso l’European University Insitute di Firenze. Dal 2013 collabora con la rete toscana degli istituti storici della resistenza; in particolare con l’ISGREC di Grosseto e l’ISTORECO di Livorno. Esperto di storia dell’antifascismo europeo e dell’anarchismo, nel 2012 ha curato il volume Un conflitto che non passa: storia, memoria e rimozioni della guerra civile spagnola.Opera
Tra l’estate del 1936 e la primavera del 1937 poco più di seicento antifascisti italiani combatterono in Spagna, sul fronte aragonese, inquadrati all’interno della Sezione Italiana della Colonna Ascaso. Questo gruppo, organizzatosi a Barcellona nei primi giorni di agosto, vide la luce grazie all’azione congiunta dell’anarchico Camillo Berneri e del giellista Carlo Rosselli. La Sezione Italiana si formò tre mesi prima che le celebri Brigate Internazionali apparissero sui fronti spagnoli. In questo lavoro si riflette su questo gruppo partendo dalle vite dei suoi membri e da una domanda banale: cosa portò questi uomini e queste donne in Spagna? Ripercorrere le traiettorie di questi primi volontari italiani ci ha consentito di soffermarci sul mondo da cui questi provenivano, quello dell’esilio antifascista, e di riflettere, più in generale, sulla loro militanza nel campo antifascista sin dai primi anni Venti.

Prezzo:
€ 18

Pagine:
285

Collana:
Biblioteca di Storia Contemporanea

Pubblicazione:
Marzo 2016

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L’arcipelago della pace.

L’arcipelago della pace.
Le isole Åland e il Baltico (XIX-XXI sec.).

Autore
Deborah Paci è assegnista di ricerca presso il Dipartimento di Studi Linguistici e Culturali Comparati dell’Università Ca’ Foscari di Venezia e ricercatrice associata al Centre de la Méditerranée Moderne et Contemporaine (CMMC) dell’Université Sophia Antipolis di Nizza. Nel 2013 e 2015 è stata visiting research fellow presso la Södertörns högskola di Stoccolma nell’ambito del progetto “Spaces of Expectation”. Si occupa di island studies, processi di nazionalizzazione nel XX secolo e public history. È direttrice della rivista online Diacronie. Studi di storia contemporanea (www.diacronie.it).

Opera
Il Mar Baltico è un mare chiuso. Come per il caso del mare nostrum, anche negli spazi baltici si è creata un’intensa dialettica tra le sponde. Definite come “le chiavi della cassaforte del Baltico”, le isole Åland hanno rappresentato un luogo strategico paragonabile a Malta o a Creta per il Mediterraneo. La storia degli ultimi secoli le ha viste passare di mano numerose volte: territorio svedese, russo e infine finlandese, le isole Åland si sono sempre mantenute fedeli ad una loro peculiare identità, fatta di un’inscindibile rapporto con il mare. Abitate da una popolazione orgogliosamente svedesofona, nel corso del Novecento hanno ottenuto un ampio status autonomo, che ne ha fatto un modello di conquista dei diritti attraverso la diplomazia e la negoziazione. Assurte a simbolo di neutralità e della demilitarizzazione, le Åland hanno preservato la loro condizione durante i due conflitti mondiali e la Guerra Fredda. Proprio a partire da queste premesse le Åland sono riuscite a costruire intorno a loro l’immagine di arcipelago della pace.

Prezzo:
€ 18

Pagine:
235

Collana:
Biblioteca di Storia Contemporanea

Pubblicazione:
Luglio 2016

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Soldati italiani in Libia.

Soldati italiani in Libia.
Trauma, scrittura, memoria (1911-1912).

Autore
Graziano Mamone (1984), è dottore di ricerca in Storia Contemporanea. Collabora con l’Archivio Ligure della Scrittura Popolare di Genova, l’Istituto di Studi Storici Postali di Prato ed è membro del comitato scientifico dell’Istituto Storico della Resistenza e dell’Età Contemporanea di Imperia. Svolge attività didattica e di ricerca presso l’Università di Genova e recentemente ha pubblicato Guerra alla Grande Guerra. La galassia dissidente tra Basso Piemonte, Liguria di Ponente e Provenza. 1914-1918 (Fusta, 2016).

Opera
Il 29 settembre 1911 l’Italia di Giolitti dichiara guerra all’Impero ottomano per conquistare la Libia. Soltanto nel primo anno di ostilità oltre centomila soldati vengono sbarcati sulla Quarta Sponda. Ha inizio un conflitto che si rivelerà ben più lungo e difficile del previsto. Per molti fanti catapultati in quell’inedito massacro l’ultima trincea rimane la scrittura. Favoriti da una crescente alfabetizzazione e da un servizio di posta militare efficiente, i soldati arrivano a produrre migliaia e migliaia di testi. Solo una piccola parte di questi, conservati in archivi pubblici e privati, è giunta sino a noi: dentro ed attorno alle scritture i militari hanno costruito la propria identità, resistito alla spersonalizzazione, veicolato o talvolta demolito stereotipi ed immaginari coloniali. Questo volume fa emergere i complessi rapporti tra vissuto e memoria, nell’ambito di un conflitto che ha segnato una svolta per le vertiginose ambizioni di potenza italiane.

Prezzo:
€ 20

Pagine:
390

Collana:
Biblioteca di Storia Contemporanea

Pubblicazione:
Luglio 2016

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Il prossimo lontano.

Il prossimo lontano.
Alle origini della solidarietà internazionale in Italia.

Autore
Antonio Benci, nato a Treviso nel 1971, è dottore di ricerca presso l’Università degli Studi di Venezia e Cultore della Materia presso il Dipartimento di studi linguistici e culturali comparati della stessa. Si è interessato in ottica comparata di storia dei movimenti e dei giovani. Ha pubblicato Immaginazione senza potere. Il lungo viaggio del Maggio francese in Italia (Punto Rosso, 2011) e Spoon River 1968. Antologia di voci dai giornali di base (Massari, 2008), oltre a vari articoli su riviste storiche come “Memoria e Ricerca”, “Storicamente.org” e “Materiaux pour l’histoire de notre temps”. È Coordinatore Internazionale di una ONG che si occupa di infanzia abbandonata in India.

Opera
L’opera affronta il problema della definizione del sentimento di solidarietà internazionale in Italia analizzandone le origini. Con la decolonizzazione e il Concilio Vaticano II sullo sfondo iniziano a formarsi negli anni ’60 in Italia dei gruppi, in gran parte cattolici, che iniziano un’opera di sensibilizzazione sul tema del sottosviluppo in forte simbiosi con quella Chiesa giovannea che ha avviato nel luglio del 1960 insieme alla FAO la Campagna contro la fame nel mondo. L’atteggiamento mentale verso il nostro prossimo lontano annota nel decennio un’evoluzione di pensiero e di filosofia d’azione di grande interesse. Si passa dal sentimento di tipo marcatamente compassionevole all’accoglimento dell’idea di sviluppo per arrivare, tramite la nascita di quello straordinario fenomeno che prende il nome di volontariato internazionale, al termine cooperazione che ancora oggi contraddistingue questo mondo.

Prezzo:
€ 19

Pagine:
345

Collana:
Biblioteca di Storia Contemporanea

Pubblicazione:
Ottobre 2016

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I FRONTI DELLA SCRITTURA.

 I FRONTI DELLA SCRITTURA.

Letteratura e Grande Guerra  

Autore:

Giovanni Capecchi è Professore associato di Letteratura italiana all’Università per Stranieri di Perugia. Tra i suoi volumi: Lo scrittore come cartografo.Saggio su Marcello Venturi (2007), Voci dal “nido” infranto. Studi e documenti pascoliani (2011), Lo straniero nemico e fratello. Letteratura italiana e Grande Guerra (2013), Le ombre della Patria. Capitoli ottocenteschi tra Foscolo e Carducci (2015).

Opera:
Tra i numerosi volumi dedicati alla Grande Guerra è mancata – fino a questo libro – una monografia che, in maniera approfondita ma al tempo stesso sintetica, tracciasse un quadro complessivo della letteratura nata dal conflitto. Dopo le pagine introduttive riguardanti le forme, i tempi e i luoghi delle scritture di guerra, i capitoli successivi si concentrano sul racconto dei mesi della vigilia (su come il 1914 viene descritto nella narrativa italiana e sui poeti che – nell’anno della neutralità e in mezzo al coro interventista – rimasero perplessi o silenziosi), sul viaggio verso il fronte e verso la scoperta del vero volto della guerra, su alcuni importanti testi letterari legati all’esperienza della trincea, sul racconto della prigionia nei campi dell’Impero austro-ungarico, sul ritorno a casa – costantemente accompagnato da delusione e disorientamento. Non senza affrontare la questione di come nascano e si trasformino i testi, aprire lo sguardo sulla letteratura europea nata dal conflitto e proporre un conclusivo “sfondamento” temporale capace di legare – e di confrontare – la letteratura nata nella Grande Guerra con quella legata al secondo conflitto mondiale.

Prezzo:
€ 20

Pagine:
249

Collana:
Biblioteca di storia contemporanea

Pubblicazione:
Marzo 2017

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