La storia d’Europa di Benedetto Croce e il fascismo

LA STORIA D’EUROPA DI BENEDETTO CROCE E IL FASCISMO

Autore

Fabio Frosini (1966) è ricercatore di Storia della Filosofi a nell’Università di Urbino. I suoi interessi di ricerca si dividono tra la filosofia del Rinascimento e il marxismo. In questo ambito ha lavorato soprattutto su Gramsci, Marx e Labriola, pubblicando tra l’altro Gramsci e la filosofiaSaggio sui “Quaderni del carcere” (Carocci, Roma 2003), Da Gramsci a Marx. Ideologia, verità e politica (DeriveApprodi, Roma 2009) e La religione dell’uomo moderno. Politica e verità nei “Quaderni del carcere” di Antonio Gramsci (Carocci, Roma 2010).

Opera

Prendendo le mosse da un fascio di lettere e paragrafi dei Quaderni del carcere, scritti da Antonio Gramsci tra l’aprile e il giugno del 1932, si ricostruisce una vicenda complessa, nella quale il ruolo svolto dal grande filosofo liberale Benedetto Croce è visto sullo sfondo dell’Italia fascista e dello Stato totalitario. Sollecitato dalla cognata Tatiana Schucht, che il 12 aprile 1932 gli chiede per lettera una «recensione» dell’appena pubblicata Storia d’Europa nel secolo decimonono, scritta da Croce come un “manifesto” etico-politico contro il fascismo, Gramsci sviluppa una sottile e complessa analisi del contenuto e delle intenzioni più o meno riposte del libro, della sua collocazione nella biografi a del filosofo e del suo significato nel contesto del fascismo trionfante, che si accinge a celebrare il decennale della marcia su Roma. Ne risulta un quadro, nel quale molte certezze (come il cristallino antifascismo del liberale Croce) vengono messe in discussione, e il fascismo stesso è investito da un’analisi che ne fa apparire, sotto la categoria di “rivoluzione passiva”, le capacità propulsive ed egemoniche, accanto all’impulso reazionario e conservatore.

Prezzo
€ 14.00

Collana
Per Gramsci

Pagine
150

Pubblicazione
Ottobre 2019

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