La bicicletta nella Resistenza.

La bicicletta nella Resistenza.
Storie partigiane.

Autori
Franco Giannantoni (Varese, 1938), ricercatore storico, è autore di numerose opere sulla Resistenza italiana e sul neofascismo. Fra le altre, Guerriglia nell’Ossola (con altri, Feltrinelli, 1975); Fascismo, guerra e società nella Repubblica Sociale italiana. Varese 1943-1945 (Franco Angeli, 1984 e ristampa con Anpi, 1999); La Resistenza più lunga. Lotta partigiana e difesa degli impianti idroelettrici in Valtellina 1943-1945 (con Marco Fini, Sugarco, 1985); Gianna e Neri: vita e morte di due partigiani comunisti (Mursia, 1992); Comandante Remo, arrendetevi! La verità sulla cattura e sulla morte di Walter Marcobi (Arterigere, 2004); Sono un fascista fucilatemi! Il comandante Dagos: dal miraggio della socializzazione alla tragedia della brigata nera (con Ottavio D’Agostino, Arterigere, 2004); Giovanni Pesce “Visone” un comunista che ha fatto l’Italia (con Ibio Paolucci, Arterigere, 2005); L’ombra degli americani sulla Resistenza al confine tra Italia e Svizzera (Arterigere, 2007); I giorni della speranza e del castigo. Varese 25 Aprile 1945, Emmeffe Edizioni, Varese 2013.

Ibio Paolucci (Castiglione della Pescaia, 1926), giornalista politico e giudiziario de «l’Unità» e critico d’arte e teatrale. Vive a Milano. Ha seguito i grandi processi di terrorismo da Piazza Fontana alla strage di Bologna. Ha pubblicato Processo infame (Feltrinelli, 1976); Il diario di David Rubinovich (Einaudi, 1960 e 2000); Un eroe dimenticato. Calogero Marrone capo dell’Ufficio Anagrafe del Comune di Varese assassinato a Dachau (con Franco Giannantoni, Arterigere, 2002); Un luogo una storia (Arterigere, 2009); Grandi pittori nei piccoli centri (Arterigere, 2009); Storia di uno scaldachiodi (Arterigere, 2010); Quando l’Unità era un grande giornale (Melampo, 2015). Ha collaborato a numerose riviste: “Rinascita”, “Vie Nuove”, “Teatro d’oggi”, “Il Dramma”, “Linea d’ombra”. È coordinatore della redazione di “Triangolo rosso”, il periodico dell’Associazione nazionale degli ex-deportati politici nei campi di sterminio.

Opera
È un’idea così geniale che nessuno, pur dandola per scontata, l’aveva messa in fila in modo ordinato. La bicicletta nella Resistenza. Che significa proprio questo: il ruolo sovversivo che la bicicletta ha avuto dopo la guerra e prima della Liberazione. Gli autori prima raccontano dei vari tentativi della repressione di mettere al bando questo pericoloso strumento a cominciare da Bava Beccaris, lo seguono attraverso l’inizio del Novecento con la nascita dei Ciclisti rossi nella Imola anarco-socialista di Andrea Costa e all’associazionismo politico-sportivo fino ad arrivare ai seicento giorni della Resistenza quando diventava di volta in volta mezzo per colpire e fuggire, trasportare ordigni, documenti (come quelli nella canna della bici di Gino Bartali), stampa clandestina, rapporti e ordini tra le brigate partigiane, coordinare scioperi o agitazioni. Quindi raccolgono le testimonianze dei protagonisti tra i quali Gillo Pontecorvo, Bruno Trentin, Renato Morandi.

Prezzo:
€ 15

Pagine:
200

Collana:
Storie e memorie

Pubblicazione:
Maggio 2016

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