Il soffio avvelenato del contagio

“IL SOFFIO AVVELENATO DEL CONTAGIO”
La peste di Noja del 1815-16  

Autore

Alberto Tanturri insegna Storia moderna all’Università Cattolica del Sacro Cuore di Brescia. È autore di vari contributi sulla storia della medicina e delle istituzioni ospedaliere e assistenziali. Tra questi si ricordano: Tipologie dell’assistenza nel Mezzogiorno: la SS. Annunziata di Sulmona (1320 – 1861) (Chieti, 2006) e “L’infausto dono dell’Arabia”. Vaiolo e vaccinazione nel Mezzogiorno preunitario (1801-1861) (Milano, 2014).

Opera
Tra le ultime comparse della peste in Europa continentale, l’epidemia che colpì la cittadina di Noja (oggi Noicàttaro) nei pressi di Bari, nel 1815-16, fu anche una delle più gravi manifestazioni di tale morbo in quella fase di transito fra la seconda e la terza pandemia, compresa fra la peste di Marsiglia (1720) e quella di Maiorca (1820). L’epidemia costrinse il governo borbonico, appena tornato al potere dopo la lunga parentesi napoleonica, ad adottare mezzi straordinari nel tentativo, riuscito, di circoscrivere il contagio e di provvedere alla cura e all’assistenza della popolazione colpita. Per gli apparati amministrativi preposti a tali compiti, la peste consentì di acquisire più aggiornati strumenti di politica igienica e sanitaria che si sarebbero rivelati utili nel corso dell’Ottocento, permettendo alla burocrazia statale di crescere in modernità, organizzazione ed efficienza.  

Prezzo
€ 15.00

Pagine
187

Collana
Testi e Studi

Pubblicazione
Novembre 2018

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