A Milano non fa freddo.

A Milano non fa freddo.

Autore
Giuseppe Marotta (Napoli 1902-1963), come spesso capita agli scrittori che godono dell’apprezzamento di un vasto pubblico, non ha beneficiato di un altrettanto solido sostegno da parte della critica, né da vivo né, tanto meno, dopo la morte. Autodidatta, si è imposto come scrittore grazie a L’oro di Napoli (1947). Marotta rappresenta l’archetipo dell’operatore culturale nella nascente società di massa: il suo è il profilo del letterato “multi-project”, diviso fra editoria e giornalismo, fra teatro, cinema e canzonette, fra elzeviro e romanzo. Fra vocazione artistica e necessità di un salario. Un poligrafo in grado di miscelare l’intrattenimento spassoso con acute verità e una rigorosa ricerca espressiva.

Curatore
Luca Daino è docente a contratto di Letteratura e cultura nell’Italia contemporanea presso l’Università degli Studi di Milano. Si occupa di letteratura italiana novecentesca: ha pubblicato una monografia su Franco Fortini (Unicopli, 2013) e saggi sulla poesia (R. Baldini, Quasimodo, Raboni, Risi) e sulla narrativa (Bianciardi, Buzzati, Celestini, Faletti, Giordano, Piccolo, Tadini, Testori). Collabora a «Tirature», l’annuario diretto da Vittorio Spinazzola.

Opera
Ventidue racconti riuniti in volume per la prima volta nel 1949, ambientati a Milano a cavallo della Seconda guerra mondiale, fra il 1927 e il 1948. Seguiamo le tracce di un immigrato napoletano, aspirante letterato, schietto alter ego dell’autore, trasferitosi al Nord in cerca di impiego nel mondo dell’editoria e del giornalismo. Anche in quel ventennio Milano sapeva essere fredda, anzi freddissima, metaforicamente e non. Ma il nostro protagonista, che pure deve affrontare svariate vicissitudini, prima fra tutte la miseria, osserva la città con occhi scanzonati e affettuosi, che indugiano sui particolari che rivelano gioie inattese. Il suo è lo sguardo fiducioso del lavoratore incantato dalla città del fare, che tante opportunità sa offrire. Per questo nella sua Milano “non fa freddo”. Il libro è un mix agrodolce di malinconia e divertimento, di raffinatezza e semplicità. È l’estremo atto d’amore rivolto da Marotta alla sua città d’adozione, prima che il turbinio del miracolo ne mutasse per sempre il volto. Uno dei più tardi omaggi al mito declinante della Milano “capitale morale” del lavoro.

Prezzo:
€ 18

Pagine:
260

Collana:
Leggereescrivere

Pubblicazione:
Ottobre 2016

Rassegna stampa:

La Repubblica/Milano (07-05-2017)

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