Due modernità

DUE MODERNITÀ
Saggio sulle pagine culturali dell’“Unità” (1945-1956)

Autore

Bruno Pischedda insegna Letteratura italiana contemporanea presso l’Università degli Studi di Milano. Tra i suoi studi maggiori si segnalano: La grande sera del mondoRomanzi apocalittici nell’Italia del benessere (2004); Scrittori polemisti. Pasolini, Sciascia, Arbasino, TestoriEco (2011); L’idioma molesto. Cecchi e la letteratura novecentesca a sfondo razziale (2015): con cui ha vinto l’87sima edizione del Premio Viareggio per la saggistica. Nel biennio 1998-1999 ha diretto il periodico “Linea d’ombra” e per anni ha scritto di argomenti librari sull’inserto domenicale del “Sole 24 ore”.

Opera
Nell’ambito degli studi su cultura e giornalismo Due modernità occupa un posto singolare, perché non si limita a individuare un settore, ma ricomprende ogni aspetto del dibattito pubblico in una sola e affascinante prospettiva. Al centro trova posto “l’Unità” in edizione milanese e il dodicennio considerato, 1945-1956, appare strategico per comprendere le trasformazioni in corso. L’Italia semicontadina è sul punto di cambiare pelle, avanza a grandi passi l’urbanesimo moderno, segnato in profondità dall’americanismo e dalle strategie culturali che distinguono una società di massa. I collaboratori del quotidiano comunista hanno nomi altisonanti; i direttori puntano ciascuno a suo modo su uno svecchiamento delle tecniche comunicative in senso democratico-popolare. La dirigenza del PCI togliattiano reitera gli appelli al realismo e a un’arte sanamente nazionale, chiama a raccolta i ceti colti, alimenta senza sosta il mito dell’URSS. Ma intanto i romanzi gialli e fantascientifici, i fumetti, il cinema di Hollywood e i primi programmi televisivi stanno per mutare definitivamente il costume del paese.

Prezzo:
€ 20.00
Pagine:
312
Collana:
Modernistica
Pubblicazione:
Gennaio 2018

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